SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Matteo Sinelli, esponente della Lega Nord di Caronno Pertusella, e membro del cda del Parco Lura in rappresentanza del comune di Saronno.

Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Parco Lura si esprime all’unanimità a favore della prosecuzione in autonomia dell’ente.
La deliberazione, che in serata (lunedì) verrà proposta all’Assemblea dei Sindaci del Consorzio, è stata voluta a seguito dell’approvazione della legge regionale n.28 “Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio”. Tale legge, in poche parole, ha l’obiettivo di ottimizzare le risorse economiche regionali, concentrando quanto più possibile gli enti gestori nel contesto di nove ambiti. Per quanto riguarda i parchi locali (Plis), la norma garantisce agli enti di presentare una richiesta di prosecuzione in autonomia, i quali devono motivare e documentare la sussistenza di capacità realizzative di interventi e iniziative a tutela e valorizzazione del territorio. Visto il percorso intrapreso da Parco Lura negli ultimi anni, e preso atto anche degli importanti investimenti in atto sul proprio territorio (circa 13 milioni di euro), si ritiene che il parco abbia tutte le caratteristiche per proseguire così come ha fatto sinora. Si tratta di una scelta importante, che dà valore al territorio e al continuo processo di ottimizzazione attuato dal parco anno dopo anno.

Intervengo anche per far chiarezza sulla questione della carenza d’acqua del torrente Lura verificatesi nei mesi scorsi. Premesso che situazioni di questo tipo possono rappresentare una condizione fisiologica che rientra nell’equilibrio idrico del fiume, non mi risulta che, al momento, esistano altri fattori responsabili se non la scarsità di precipitazioni. So che la situazione è stata attentamente monitorata dall’assessore competente, anche durante il periodo estivo, il quale ha predisposto verifiche ed ispezioni dell’alveo da parte della protezione civile.

Colgo l’occasione, infine, per far chiarezza su alcune falsità sul mio conto fatte circolare sulla stampa nelle scorse settimane dai soliti personaggi in cerca di visibilità. Secondo quanto dichiarato, dal momento del mio insediamento nel Cda del parco avrei presenziato a sole 3 delle 10 presunte riunioni convocate. I fatti, in realtà, sono ben differenti, e facilmente verificabili tramite una consultazione (reale!) degli atti pubblici del Consorzio. Nello specifico, a seguito della mia nomina avvenuta nel mese di luglio 2016, sono state convocate 6 riunioni del Cda (riporto per conoscenza le date: 25 luglio, 29 settembre, 24 ottobre, 7 novembre, 14 dicembre e 18 gennaio 2017), alle quale ho presenziato salvo nel mese di dicembre per motivi di salute.

Concludo il mio intervento con l’impegno di mantenere un rapporto di collaborazione con l’amministrazione, così come c’è stato finora, e di informare periodicamente la cittadinanza qualora dovessero presentarsi situazioni di particolare interesse per Saronno: lascio ad altri le biciclettate e i video autocelebrativi

13022017

12 Commenti

  1. ma va adesso, dopo, l’incontro tra quelli che contano a Varese lui va a fare il consiglierebbe lì ci mettono magari uno di Tradate….

  2. Non capisco però una cosa, cosa c’è di male nell’organizzare o partecipare a una “biciclettata”? E’ una cosa così negativa? Non credo.

  3. “non mi risulta che, al momento,”

    Al momento credo di no, il problema non è al momento, il problema è stato quando si è verificata una secca talmente improvvisa da lasciare il torrente secco in pochissimo tempo, uccidendo buona parte del suo patrimonio ittico. Quello non è stata una normale secca.

  4. Se escludiamo il riassuntino iniziale della Legge Regionale 17 novembre 2016, n. 28 disponibile sul sito della Regione, rimangono:

    . 8 righe per commentare (banalizzare) la situazione (invero tragica) del fiume

    . 11 righe per difendere la propria posizione + 5 righe di sterile polemica.

    Forse sarebe meglio si sbattesse un po di piu’per l’interesse del Lura.

    • Detto che anche il PO ha vissuto periodi di secca preoccupanti, è bene ricordarsi che la Lura è un torrente a carattere stagionale.
      Il Torrente Lura nasce sulle colline moreniche dell’Alto Olgiatese, presso Uggiate Trevano, e confluisce nel fiume Olona a Rho, al termine di un percorso di 46 km. Il Parco del Lura è attraversato dal torrente in tutta la sua estensione da nord verso sud, per una lunghezza totale di 21 km, da Bulgarograsso a Lainate. Il bacino del Lura, di 130 kmq, presenta la forma stretta ed allungata tipica dei corsi d’acqua della zona prealpina. Lungo il percorso drena acqua dai prati umidi e dalle rogge dell’Olgiatese, per poi ricevere l’immissione di alcuni piccoli tributari: i torrenti Riale e Fossato, le rogge Livescia e Murella.
      Scendendo verso valle, il Lura interseca le diverse tipologie di substrato presenti nell’area, quali le colline moreniche originatesi dalla ritirata dei ghiacciai nel corso delle ultime glaciazioni e i depositi alluvionali recenti.
      Tra i tratti distintivi del Lura ricordiamo l’elevata permeabilità dell’alveo nella zona di Lurate Caccivio, dove il substrato è costituito da materiale deposizionale sciolto e, in secondo luogo, le zone di incisione dove è visibile il substrato roccioso costituito dal locale “ceppo”, un conglomerato tipico della zona di cui si possono osservare affioramenti particolarmente imponenti nel Comune di Cadorago.
      L’ecosistema ripario del Lura nella zona del Parco è particolarmente eterogeneo, soprattutto se si considera l’elevato grado di urbanizzazione del territorio circostante. Alla prevalenza della Robinia, infatti, si sostituisce in alcune zone un insieme di essenze vegetali di pregio, quali Carpini, Farnie, Ontani e Salici, che offrono rifugio ad una fauna varia e abbondante.
      La forte urbanizzazione a cui è stato sottoposto il bacino, con la conseguente impermeabilizzazione del territorio, ha comportato una sempre più grave incapacità del torrente a ricevere una corretta alimentazione d’acqua nel corso dell’anno: il risultato è un’alternanza di secche prolungate, che colpiscono in particolare le aree appena a valle delle colline moreniche (zona di Lurate Caccivio e Bulgarograsso) e piene repentine, le quali sortiscono i loro dannosi effetti lungo l’intero torrente.
      La scarsità d’acqua nei periodi asciutti aggrava, inoltre, quello che, per il fiume, è il problema peggiore: l’eccessivo carico inquinante prodotto dall’insieme della popolazione e delle industrie presenti sul bacino. I reflui civili e industriali, nonostante il collettamento e la depurazione siano presenti nell’intero bacino, originano un inquinamento residuo che è di gran lunga superiore alla capacità di ricezione dell’ecosistema fluviale, che risulta dunque gravemente compromesso. Il Parco del Lura è da anni impegnato nel tentativo di definire, insieme agli Enti pubblici deputati alla gestione delle acque e a diversi Enti di Ricerca, alcune possibili strategie di risanamento, tra cui la progettazione di interventi volti ad aumentare le capacità dell’ecosistema del torrente Lura di autodepurarsi e di resistere ai fenomeni più gravi di inquinamento.

      • E questa descrizione copiata dal sito ufficiale non spiega comunque perché improvvisamente dall’oggi al domani il torrente si sia ritrovato senz’acqua, fenomeno che se avviene in modo naturale consente ai pesci di spostarsi e salvarsi, ma che è avvenuto in maniera rapidissima con le conseguenze che tutti hanno visto. Poi è chiaro che con periodi di scarse precipitazioni il torrente soffra, è sempre stato così, ma la secca che tutti hanno visto, è stata ben diversa.

        • Quindi il Piave può stare in secca per periodi dell’anno mentre il Lura dev’essere come il Tevere????
          E’ un TORRENTE di portata ridotta con un greto in parte permeabile… facciamo una bella cosa: asfaltiamo ed impermeabilizziamo tutto il Lura, così Paleardi è contento e la smette di rompere le p….

      • Quando scrivo “si sbattesse un po di piu’per l’interesse del Lura” (ed evitasse inutili e sterili polemiche politich e personali) mi riferisco proprio a quello che lei ha copiato e incollato, soprattutto la parte che afferma
        “quello che, per il fiume, è il problema peggiore: l’eccessivo carico inquinante prodotto …… che è di gran lunga superiore alla capacità di ricezione dell’ecosistema fluviale, che risulta dunque gravemente compromesso”.
        Questo e’ da decenni (mezzo secolo?) il piu’ grosso problema del Lura aggravato da una siccita’ inusuale. Se poi si vogliono chiudere gli occhi e tapparsi il naso …si continui pure con sterili polemiche.

  5. Meno male che qualcuno dice la verità!
    Ho controllato sul sito del parco e sinelli ha detto la verità.
    Il resto chiacchiere

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