CERIANO LAGHETTO / LAZZATE – “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Perché non c’è niente da fare, gratta gratta, alla fine salta sempre fuori la vera natura di un certo ambientalismo talebano. Una natura dal sapore molto autoritario, con quella voglia innata di proibire, chiudere e dire sempre di no. Lo abbiamo visto, e subito, tante volte con le vicende legate al nostro Autodromo di Monza, sempre in balia di qualche “genio”, di quelli che vogliono abbattere le sopraelevate, oppure chiudere i battenti ad un monumento che appartiene alla storia mondiale del motorsport. Quando stanno ai margini della politica e delle istituzioni, si limitano a strepitare, quando invece impugnano le leve del comando, agiscono facendo disastri”.

Inizia così la presa di posizione di Andrea Monti, assessore a Lazzate e consigliere provinciale della Lega Nord, sul futuro del crossodromo di Ceriano Laghetto.

In questo contesto, sempre poco allegro per noi amanti delle due e quattro ruote, che possiamo inquadrare la vicenda del crossodromo “Il Vallone” di Ceriano Laghetto. Unico impianto di motocross nelle province di Milano e Monza. Quarant’anni di attività, ospita gare regionali e nazionali, vanta l’omologazione per le gare di campionato del mondo. Un bel fiore all’occhiello per la nostra provincia, che dite? Per alcuni invece, essendo situato all’interno del territorio di competenza del Parco regionale delle Groane, da sempre rappresenta un nemico da abbattere. E negli anni è successo tante volte. Anche se, in questo caso, la pista c’era già prima del parco, non viceversa. Lo stratagemma per mettere in discussione l’impianto, in questo caso, è stato meno diretto e piuttosto subdolo. Si partiva da una situazione che, da decenni, vedeva le due proprietà dov’è ricompreso l’impianto (Parco delle Groane e Comune di Ceriano Laghetto), concedere in concessione o comodato l’area al locale gestore, il Moto Club Ceriano Laghetto. Il tutto veniva ufficializzato con due atti separati. Diciamo che il Comune di Ceriano, su cui insiste la parte più piccola dell’impianto, rinnovava di volta in volta la concessione al Moto Club, in virtù del fatto che questo si vedeva assegnata la gran parte dell’area dal Parco delle Groane. L’ultimo rinnovo del Comune è datato 21 maggio 2015.

Poi il Parco delle Groane, nel 2016, senza coinvolgere il Comune di Ceriano Laghetto, decide ai procedere con una procedura ad evidenza pubblica per individuare il soggetto a cui affidare il crossodromo. Per intero? No, solo la parte di proprietà del Parco. Per capirci, come se si decidesse di rinnovare la concessione dell’Autodromo di Monza, escludendo però le due curve di Lesmo. Quale genio potrebbe pensare di spezzettare un impianto che funziona da 40 anni? Nessuno, a meno che l’obiettivo non dichiarato sia quello di far chiudere l’impianto, o perlomeno metterlo in difficoltà. Ma soprattuto mi domando: cosa se ne potrebbe fare il Comune di Ceriano Laghetto della residuale parte di crossodromo, quella che rimarrebbe in gestione ad un altro soggetto? Magari una piccola pista per modellini di moto? È chiaro che stiamo lottando a mani nude contro la nostra intelligenza, che rischia pure di soccombere. Perché poi la procedura di gara, conclusasi con la determina di affidamento provvisorio, ha visto vincere un soggetto diverso dal Moto Club Ceriano Laghetto, che da sempre gestisce l’impianto. E su cui, tra l’altro, ha investito parecchie risorse. Ecco così che abbiamo ottenuto lo spezzatino dell’impianto, affidandolo a due soggetti diversi. Bene, bravi, bis!

Per questo motivo ho depositato una mozione urgente in consiglio provinciale, dato che la Provincia di Monza, e i suoi contribuenti, è uno dei soci più importanti della Comunità del Parco. Per capire, siamo tra i maggiori contribuenti che pagano gli stipendi a questi signori. Chiediamo al presidente, anche in qualità di rappresentante dei sindaci, di intervenire il più presto possibile, invitando il Parco a rivedere questa decisione incomprensibile. È evidente che il bando ora va rifatto, annullando lo sciagurato spezzatino, per individuare un gestore unico di tutto l’impianto, coinvolgendo anche il Comune di Ceriano Laghetto.

Avere proceduto alla sola concessione di una porzione di esso, oltre tutto, ha sicuramente determinato una diminuzione del valore della struttura, sia a livello patrimoniale che del canone che l’utilizzatore ha offerto per accaparrarsi la gestione. Perché se avesse concorso per gestire l’intero impianto, questo è pacifico, avrebbe offerto più soldi. Credo che sia diritto e dovere del presidente intervenire prontamente, rispetto a decisioni che mettono a repentaglio il valore di un nostro patrimonio. Decisioni prese, presumibilmente, solo per rispondere alla logica di chi vuole il male di quell’impianto e non il bene. Sicuramente decisioni unilaterali, che non rispondono al corretto rapporto che si dovrebbe instaurare tra enti ed istituzioni.

Andrea Monti
Consigliere Provinciale Lega Nord

18022017