SARONNO – “Il 23 febbraio sera, nell’aula magna Aldo Moro, è stata presentata la proposta progettuale di Ciclometropolitana saronnese” con cui 11 Comuni del Saronnese hanno deciso di partecipare ad un bando nazionale di mobilità sostenibile”. Lo ricorda Franco Casali della lista civica [email protected], che si sofferma nel tracciare un bilancio dell’evento serale.

Riteniamo estremamente positivo il fatto che undici comuni abbiano collaborato, al di là del colore politico delle singole amministrazioni, nel predisporre una proposta progettuale condivisa. Mai più percorsi ciclabili che finiscono nel nulla, ma ciclabili intercomunali ben raccordate tra loro, realizzate con dimensioni analoghe e materiali adatti ed omogenei, ben segnalate. La maggior parte degli sviluppi progettuali di tipo ciclabile o ciclopedonale proposti riguardano raccordi o integrazioni di percorsi esistenti, siano essi già presenti nei parchi, in ambiti urbani o intercomunali. Un aspetto senz’altro importante, perché è fondamentale raccordare e migliorare l’esistente per garantire fruibilità, efficienza e sicurezza dei percorsi. Mentre ci auguriamo vivamente che il progetto possa raggiungere un punteggio sufficiente per essere cofinanziato dal Ministero, vorremmo riprendere alcune delle considerazioni emerse nel dibattito.

Tra quanto proposto emerge la previsione di riutilizzo del sedime della tratta dismessa della ferrovia Saronno-Seregno, dalla località Solaro Introini al ponte in ferro sulla linea Fnm Saronno-Milano. Importante per la lunghezza del percorso urbano sviluppabile in sede propria lungo l’asse est-ovest della città, ma soprattutto per il collegamento protetto casa scuola e casa lavoro tra la stazione di Saronno e i vicini comuni di Ceriano Laghetto e Solaro, ed il territorio compreso nei Parchi del Lura e delle Groane. L’idea iniziale di riuso sostenibile del sedime quale parco lineare cittadino, nata già nel 2009 e sostenuta dall’Ordine degli architetti della Provincia di Varese, da cittadini ed associazioni ambientaliste, si era poi evoluta nel prevedere anche lo sviluppo di un percorso ciclopedonale di collegamento con i comuni vicini. Così era infatti previsto dal Protocollo d’intesa firmato in data 8 marzo 2015 tra i Comuni di Saronno, Solaro, Ceriano Laghetto ed i Parchi del Lura e delle Groane.

L’assessore comunale ai Lavori pubblici, Dario Lonardoni, oltre all’interessante collegamento ciclopedonale tra ferrovia e le scuole poste nella zona del Santuario, ha esposto l’idea di demolire la massicciata della ex-ferrovia per rispondere a esigenze di migliore circolazione di auto e pedoni nelle vicine vie Don Monza e Filippo Reina. Riteniamo che quando si partecipa ad un bando per migliorare la mobilità sostenibile, questo debba essere l’obiettivo prioritario da porsi. A nostro avviso, l’idea di sbancare la massicciata non è un progetto lungimirante, ma realizza solo in un’opera di “movimento terra”. A parte i notevoli costi richiesti dalla rimozione e trasporto del materiale di risulta, questa proposta crea due attraversamenti stradali con conseguente riduzione della sicurezza per ciclisti e pedoni, nonché una barriera architettonica con un dislivello notevole tra il piano campagna realizzato ed il ponte ferroviario posto a circa 8 metri di altezza. Dislivello superabile solo con una rampa a forte pendenza, si presume superiore all’8 per cento, mentre la pendenza della rampa ferroviaria attuale è inferiore all’1 per cento.

Non è stato poi spiegato che utilizzo si vorrebbe fare dell’area così realizzata, attualmente vincolata a verde dal Piano di governo del territorio vigente. Vista l’importanza che l’intervento di riuso del sedime riveste per Saronno ed il saronnese, condividiamo l’intervento di Laura Gianetti, presidente dell’Ordine degli architetti della Provincia di Varese. Dopo aver accennato a soluzioni realizzate in quota, alla “high line” di New York e presentato delle slide di opere realizzate, ha invitato l’Amministrazione a promuovere un concorso di idee tra progettisti, al fine di trovare le migliori soluzioni anche, e soprattutto, dal punto di vista paesaggistico ed ambientale. Ci preme ricordare che lo stesso bando ministeriale prevede il coinvolgimento di soggetti terzi per lo sviluppo di progetti in partenariato, quali università, enti di ricerca, imprese e associazioni, con particolare riferimento a quelle giovanili o senza scopo di lucro, e che tale partenariato contribuisce ad incrementare il punteggio da attribuire ai progetti presentati nell’ambito del bando ministeriale.

24022017