di EZIO MOTTERLE
Le chiare, fresche e dolci acque che sgorgano e scendono dalla Rasa di Varese, dove il fiume ha le sue sorgenti, alimentano la speranza di poter risanare un giorno l’intero (o l’intera) Olona, staccandogli (le) di dosso l’ingombrante etichetta di corso d’acqua tra i più inquinati d’Europa e racchiudendolo (la) in un territorio protetto, cuore di un parco fluviale ricco di suggestioni, un corridoio ecologico strategico che affiancherebbe ad ovest quello già creato lungo il torrente Lura, fra i polmoni verdi del Comasco e del Saronnese. Per intanto la “Carta dell’Olona” presentata a Legnano pone le basi di un impegno collettivo finalizzato alla rinascita del fiume che percorre 70 chilometri tra Varesotto e Alto Milanese, diretta conseguenza di un affetto mai venuto meno per il corso e le sue sponde. Basti pensare alla dolorosa insistenza con cui vengono segnalati gli avvistamenti di schiume sulla superficie, indici evidenti di un inquinamento da scarichi che potrebbe anche esser peraltro peggiore quando non si vede. E poi all’interesse con cui gruppi ambientalisti cercano di riportare attenzione sulle acque con eventi che spaziano dal tuffo con nuotata alla navigazione in barca. Ferma restando l’attrazione che mantengono le passeggiate lungo i quieti sentieri e le pittoresche rive, grazie anche ad aree riservate come la pista ciclopedonale distesa lungo l’itinerario della vecchia ferrovia Valmorea, nata per collegare la Valle Olona alla Svizzera ma ben presto sacrificata (nel 1928, due anni dopo l’inaugurazione) come transito internazionale, e poi “perduta” di fatto coi decenni. Senza contare il grande rispetto per il ruolo di motore economico che questo territorio del profondo nord ha avuto, accogliendo opifici e stabilimenti di cui esistono preziose testimonianze dentro una lunga storia trapuntata di grandi figure imprenditoriali. Il “parco fluviale” resta insomma un obiettivo ambizioso ma certamente ancora alla portata: lo chiede anzitutto la gente cresciuta lungo queste acque placide ma anche irruenti, convinta che esse possano rinascere sull’onda di un sogno non più proibito, tornando a rappresentare quell’oasi preziosa di benessere rimasta ormai solo nelle memoria di nonni e bisnonni. Grande attrazione oggi per il turismo, come un tempo lo fu per l’economia.

1 commento

  1. Questo degli scarichi abusivi è un problema grave sia dell’ olona che del lura, eppure non dovrebbe essere così difficile risalire a chi commette questi reati, basterebbe agire subito non appena segnalato il problema e non aspettare giorni.

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