SARONNO – “Due papà per due bimbi? No grazie!” Inizia così l’intervento dell’europarlamentare saronnese Lara Comi, vicepresidente del Ppe ed esponente di Forza Italia sul tema del giorno.

“I fatti: il 23 febbraio scorso la Corte d’Appello di Trento ha emesso un’ordinanza con cui si è deciso di riconoscere il certificato di nascita di uno Stato estero, dove era stata attestata la doppia paternità di due bimbi nati con l’utero in affitto realizzata fuori dai nostri confini – ricorda Comi – Per quello Stato i due uomini sono entrambi genitori legittimi, nonostante uno dei due uomini non sia ovviamente genitore biologico. Ora anche per il nostro Stato quei due ragazzi avranno “due” papà. Il tutto motivandolo nell’interesse dei due bambini. Ma siamo certi che quei due ragazzi non vorranno prima o poi sapere chi siano non solo il loro papà naturale, ma anche la loro mamma? I bambini non si comprano, ma nascono da un gesto d’amore che non ha prezzo!”

01032017

9 Commenti

    • Perfettamente d accordo La sentenza della corte di Trento che da un bimbo ai due papà è semplicemente assurda

    • Si dimentica che l’ordinamento minorile è da sempre basato sul dato naturale della duplicità maschio/femmina della figura dei genitori.
      Questa ordinanza lo sostituisce con la duplicazione della stessa figura, e quindi impoverisce il minore, perché lo priva della ricchezza di una crescita e di una educazione che provengono dalla completezza pedagogica delle due distinte figure. Soltanto l’approfondimento attento e coraggioso dei fondamenti costituzionali della famiglia e dei differenti e complementari ruoli di padre e di madre può scongiurare questa preoccupante deriva del diritto

    • Non è accettabile la convalida di un certificato di nascita in cui la madre non compare, nemmeno come anonima, perché significa che questa donna non ha mai avuto nessuna possibilità di riconoscere i figli. Al momento della nascita lei giuridicamente non esisteva, è stata solo uno strumento perché il padre avesse un figlio biologicamente suo (e in certi paesi non è nemmeno necessario il legame biologico).

  1. Un tribunale italiano riconosce per la prima volta il legame tra i figli e il padre non genetico. Il caso è quello di due bambini nati negli Stati Uniti attraverso la maternità surrogata: una sentenza della Corte d’Appello di Trento ha sancito che il loro padre biologico e il suo compagno sono i due genitori che compariranno sul loro certificato di nascita. Quindi, due papà

    È quindi conclamata l’assoluta indifferenza delle tecniche di procreazione cui si sia fatto ricorso all’estero, rispetto al diritto del minore al riconoscimento dello status filiationis nei confronti di entrambi i genitori che lo abbiano portato al mondo, nell’ambito di un progetto di genitorialità condivisa

    In breve il bimbo non ha nessun diritto

  2. Nella evoluta e laica Svezia, patria del femminismo e dei diritti, la maternità surrogata è vietata. Come è vietata la sua pubblicizzazione e si ritiene necessario agire per impedire ai cittadini svedesi di recarsi all’estero per accedervi.

  3. Avere un figlio non è un diritto umano. Non esiste alcuna convenzione che sancisca il diritto a usare il corpo di una donna per i propri scopi. Chiunque desideri avere un figlio può farlo, ma la maternità surrogata è diversa da qualsiasi altra pratica: significa creare bambini senza madri

  4. Il desiderio legittimo che ognuno può avere, non deve mai diventare necessariamente un diritto. il bene dei bambini richiede, secondo il buon senso universale, il papà e la mamma, quindi una famiglia.

    La sentenza dei giudici trentini è contraria a tutti i pronunciamenti della Corte europea di Strasburgo e del Parlamento europeo che si sono espressi contro la barbara pratica della maternità surrogata.
    Ci sono poi decine di ricerche scientifiche che confermano il legame fondamentale che si instaura tra la mamma e il nascituro e che evidenziano l’importanza della complementarietà delle figure genitoriali per la strutturazione della personalità del bambino. Non serve altro per capire quale gravissimo precedente rappresenti la decisione del tribunale di Trento

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