SARONNO – La Casa di Marta, in via Petrarca angolo via Piave, si arricchisce ogni settimana e da pochissimo tempo ha attivato il servizio biblioteca, allestita e organizzata con i libri donati dai cittadini saronnesi.

La catalogazione dei libri sta richiedendo tantissimo lavoro da parte dei volontari, ma ora i testi sono disponibili e la sala lettura è aperta tutti i giorni. Tra pochissimo tempo sarà attivo anche il servizio prestiti.

Oltre a questa iniziativa e non meno importante, c’è anche l’opportunità di dare un luogo protetto e sicuro per lo studio quotidiano ai ragazzi e ai giovani che non hanno a casa uno spazio adeguato o la tranquillità necessaria per lo studio: la biblioteca della Casa di Marta non ha infatti solo uno spazio dedicato alla lettura, ma anche uno attrezzato per lo studio individuale o condiviso.

E’ stata inoltre attrezzata una zona computer, dove sono stati installati 8 pc collegati ad Internet che offrono la possibilità di fare ricerche ed elaborare tesi e tesine per il proprio percorso scolastico.

“La biblioteca di Casa di Marta – afferma Giulio Piuri, uno dei fondatori della Casa – non è un concetto statico, ricurvo solamente sui libri, ma vuole essere una realtà dinamica che si proietta sulla “cultura” in generale, sull’aggregazione sociale e abbraccia anche espressioni d’arte e di conoscenza con iniziative culturali e sociali di ampio e variegato respiro”.

Le porte sono dunque aperte a tutti: è possibile accedere alla biblioteca e alla sala studio/computer da lunedì a venerdì dalle 15 alle 18.30 e il sabato mattina dalle 10 alle 12.30.

6 Commenti

  1. Proprio una bella biblioteca: invitante e accogliente.
    Speriamo i ragazzi sappiano cogliere l’opportunità che si presenta

  2. Quali libri ci saranno? E se porto un libro sulla pornografia cosa fanno? lo buttano via? CHI decide? Chi sapeva di poter donare libri per una “nuova biblioteca”? Ma chi ha donato soldi per una realtà in aiuto ai più bisognosi lo sapeva che sarebbero stati usati per questo motivo? Non era meglio donare queste risorse alla biblioteca civica esistente? E chi controlla l’accesso a internet? Lo sanno che ci sono problemi di privacy e di legalità? Hanno una vaga idea di quello che fa e controlla la ‘polizia postale’, ovvero gli accessi ad internet da un luogo pubblico? Una sboronata in sfregio al servizio Pubblico e a quello che significa.

  3. Certe polemiche,davanti ad un’iniziativa cosi lodevole,sono veramente miserabili.

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