di EZIO MOTTERLE

Dal Lago Maggiore alla Laguna veneta navigando sull’acqua lungo l’idrovia Locarno-Milano-Venezia. Il sogno sta ormai per diventare realtà: per l’opera sono stati spesi 200 milioni, altri 60 ne serviranno a completare una “infrastruttura” decisamente innovativa nel panorama turistico italiano, destinata a catturare quote di visitatori “galleggianti” come già accade in diversi paesi stranieri, proponendo un viaggio unico a livello europeo, tra lago, fiumi, canali e mare, con tappe estese anche alla possibilità di percorsi ciclopedonali full immersion nella natura che valorizzeranno un ricco patrimonio storico e culturale, dai castelli viscontei e sforzeschi alle corti del Rinascimento italiano. La darsena di Milano opportunamente ampliata recupererà il suo ruolo storico portuale, un’altra “fermata” dei battelli è prevista nell’area ex Expo, costituendo un agevole collegamento per tutta la zona situata a nord della metropoli, tra Saronnese e Legnanese ad esempio. Il progetto offre anche opportunità di rilancio per le sponde del Verbano lombardo e piemontese, con tappe fondamentali fissate ad Arona e Sesto Calende, fermo restando il capolinea svizzero di Locarno. Senza dimenticare la connessione diretta via acqua prevista con l’aeroporto di Malpensa. E poi giù verso Pavia, quindi Cremona, Mantova, Ferrara, il delta del Po, infine Venezia. Entro l’anno sarà ultimata la “conca” di Isola Serafini, per garantire la continuità della navigazione anche tra Pavia e Cremona, dopo la sistemazione attorno a Somma Lombardo delle tre dighe esistenti della Miorina, di Porto della Torre e di Panperduto. Oltre al viaggio lungo tutto il tragitto, con tutte le “soluzioni tecniche” previste dal progetto, diventerà possibile anche esplorare – attraverso “soggiorni” mirati sull’acqua a bordo di confortevoli natanti – singoli tratti dello spettacolare tracciato compreso tra Prealpi, pianura Padana e Adriatico. Un navigare dolce, a lungo cullato come un sogno. Ormai quasi realizzato.