di EZIO MOTTERLE
Vista da dovunque, la giornata di oggi comincia con uno sguardo all’orologio. Stanotte è entrata in vigore l’ora legale, mentre i più dormivano insomma la misura del tempo è scivolata di un’ora in avanti. Già le giornate si stanno gradualmente allungando, ieri la durata del giorno è stata a Varese di 12 ore 27 minuti e 40 secondi e oggi sarà invece di 12 ore 30 minuti e 46 secondi (previste ovvie variazioni a seconda delle latitudini: a Saronno, per esempio, dove il sole sorge e tramonta un po’ prima, il giorno in questo weekend durerà una decina di secondi in meno che nel capoluogo). L’obiettivo dell’ora legale è dunque chiaro: risparmio energetico. Oggi a Varese il sole sorge alle 7,14 e tramonta alle 19,45 mentre ieri era sorto alle 6,16 e tramontato alle 18,44: e così il mezzogiorno solare scatta anch’esso in avanti di un’ora fissandosi oggi alle 13,30 mentre ieri alle 12,30. In definitiva meno consumi di luce artificiale grazie alla maggior durata nel tempo dell’utilizzo reale di quella naturale, con l’effetto luminoso crescente di stagione rafforzato via via da questo “ritocco” e sostenuto da risparmi nelle varie attività domestiche e produttive documentati dalla statistica  – su cui comunque il dibattito resta aperto – che corrispondono globalmente ad esempio, in Italia, a quanto di energia elettrica si consuma nel Varesotto in una quarantina di giorni medi dell’anno. Detto questo però non riduciamoci alla semplicistica considerazione, spesso rilanciata dai media, di aver dormito la notte scorsa un’ora in meno. Col nuovo orario faremo insomma i conti in vari modi da oggi, al di là di quanto avremo riposato – ciascuno anzitutto per propria scelta – stanotte. Magari anche un’ora in più, altro che un’ora in meno. Se il sonno ci aveva colto anzitempo ieri sera: o per altre insondabili ragioni.
26032017