SARONNO – “Se l’Europa non mette un freno alla concorrenza sleale ci troveremo ancora di più sommersi da merci cinesi, soprattutto contraffatte. Serve, invece, un’azione forte e decisiva che protegga le nostre aziende e i posti di lavoro di milioni di italiani. Ne abbiamo parlato ieri, assieme al collega e relatore della nuova proposta “Mes-Cina”, Salvatore Cicu, all’incontro che si è tenuto in Assolombarda”.

A ricordarlo è l’europarlamentare saronnese Lara Comi, coordinatrice provinciale di Forza Italia e vicepresidente europea del Ppe; da tempo impegnata nelle misure a tutela del “made in Italy” nell’ambito del Parlamento europeo.

A volte però il prezzo molto basso fa gola. Per questo è necessario introdurre misure che siano più restrittive che regolino il mercato e che proteggano il nostro made in Italy.

(nella foto un momento del convegno che si è svolto nella giornata di ieri nella sede di Assolombarda a Milano con Lara Comi e Salvatore Cicu)

28032017

11 Commenti

  1. Bossi lo diceva già da tempo, prima della malattia,quindi saranno almeno 15 anni. Lui, però, era un pazzo fuori dalla storia.

  2. basterebbe ridurre le tasse che comprendono anche gli stipendi ai politici e ai relativi assistenti, che in Cina non sono così alti.

    Ma forse la Lara cittadina non è mai stata a Pechino

    • lungi da me difendere i nostri politici… ma tu conosci i costi della politica e della burocrazia in Cina ?!? … sicuro che non siano tra i più alti al mondo ?!?
      eh, il duro mestiere del TUTTOLOGO…

      • io modestamente la Cina l’ho frequentata a lungo e ti garantisco che il rapporto costi/benefici di un politico cinese è molto più basso di un qualunque politico italiano, che tra l’altro in generale è un incompetente cooptato per meriti che con l’efficienza e le capacità hanno poco a che vedere. E i risultati si vedono, uno è un paese che ha un apparato industriale efficiente e noi siamo un paese in via di sottosviluppo. E toglietevi dal cervello che mangiano un pugno di riso.

        Per la cronaca adesso comperiamo in gran numero smartphones interamente progettati e costruiti in Cina: noi siamo in grado di farli??
        Ed è un paese dove le opere pubbliche si fanno nei tempi giusti e con costi che non sforano mai: esattamente come da noi.

  3. meglio tardi che mai.
    poi tanto facciamo le missioni in Cina e gli stendiamo ponti d’oro.

  4. non solo la Cina ma anche l?unione europea è un pericolo….impone all’Italia di comprare merce che noi stessi produciamo da altri paesi europei, latte compreso, considerando che quello che acquistiamo è 10 volte sotto i nostri prodotti come qualità.
    E se non mi sbagli la Comi è parlamentare europeo….
    e allora prima di andare a difendere i mulini a vento della Cina che i nostri parlamentari europei ci proteggano dalla concorrenza sleale degli altri paesi europei, giusto x iniziare….
    niente….invece firmano accordi secondo cui dobbiamo buttare arance olive olio e latte
    e comprare ciofeche da Polonia Spagna e Grecia….
    …..e pensano alla Cina…..
    pazzesco.

  5. Ormai la Cina è di casa, anzi padrona di casa! Andate ai magazzini Boss, agli ipermercati (Arese, Rescaldina, ecc.), al mercato e controllate le etichette anche quelle con un marchio famoso e troverete spesso (quasi sempre) “made in Cina” o “made in RPC” che è la stessa cosa, ma costano meno e i rivenditori ci guadagnano il doppio!!!

    • C’e’ anche il marchio tarocco CE che é leggermente diverso de quello della Comunità Europea e vuol dire China Export… a proposito di imbrogli vari.

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