SARONNO – Mostra “Musiche in un interno-Francesco De Rocchi, Lelli e Masotti, Franco Marrocco” a “Il Chiostro arte contemporanea” di Saronno, in viale Santuario 11. L’evento è stato annunciato ieri, l’inaugurazione è prevista venerdì 5 maggio alle 18, poi si andrò avanti sino al 30 giugno, martedì a venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e pomeriggio su appuntamento. Info www.ilchiostroarte.it, telefono 029622717.

Musiche in un interno è un titolo usato per una mostra dedicata a Francesco De Rocchi nel 1989, una mostra che era così ben riuscita da indurre il Chiostro a usarlo ancora per questo confronto a tre, in cui lo stesso De Rocchi è tra i protagonisti. Il critico Stefano Crespi aveva con cura amorevole composto un testo di accompagnamento che culmina in una sintesi perfetta che pure si adatta alla esposizione in apertura a Saronno e che vede la pittura chiara di De Rocchi affiancarsi alle fotografie “teatrali” di Lelli e Masotti e ai dipinti sospesi di Franco Marrocco. Riferimenti alla grande storia dell’arte, da Giotto a Piero della Francesca o alla fotografia classica ricorrono anche nelle impostazioni spaziali di “Lelli e Masotti”. Nelle loro foto si respira il raro e profondo suono del silenzio. Ma non è il silenzio agghiacciante della camera anecoica, è un silenzio che dà pace ed evoca musica. E’ una qualità di silenzio che trasforma la capacità di percepire l’ambiente: “quando si vive il teatro per molto tempo lo si sente come casa propria. Quando è vuoto si percepisce un’intimità straordinaria” da Lelli e Masotti, La vertigine del teatro, Nomos ed.
Del resto per dare il meglio di sé, la musica ha bisogno del silenzio anche mentre suona, queste le parole di Pierangelo Sequeri a descrivere la pittura di Franco Marrocco, ossia spiega: “La musica ha bisogno di un luogo accogliente in cui arrivare e dispiegarsi, in piena libertà…il silenzio musicale non è vuoto, è pieno di musica che sta per arrivare. Quando l’attesa è diventata pura e non aspetta altro se non lei, lei arriva”.

Marrocco ha imparato ad abitare – visivamente – la soglia del tempo, che è il luogo della musica, come evidente nella scelta di opere per questa mostra, tra le più liriche e pulsanti di quel battito ritmico e vitale che è dato dall’emergere della luce e dei segni dal profondo della materia pittorica, stesa per velature sottili, stratificate, secondo una pratica antica.

29032017