SARONNO – Lunedì pomeriggio si è tenuto al liceo scientifico GB Grassi un intenso momento con l’inaugurazione del busto dedicato allo scienziato originario di Rovellasca che dà il nome all’istituto superiore.

Un’iniziativa davvero originale e con diverse sfaccettature. Prima la breve cerimonia con tanto di drappo rosso tolto dal busto dall’autore il docente Pablo Carnevale, l’intervista immaginaria a GB Grassi, l’approfondimento sulla storia dello scienziato della professoressa Anna Farina, le interviste agli ex studenti Raffaele Cattaneo, presidente della Regionale ed Enrico Rotondi giornalista del Tg3 e un momento conviviale accompagnato dalla band dell’istituto.

La serata non ha offerto solo amarcord e intrattenimento ma anche diversi spunti: nella sua breve introduzione il dirigente scolastico Clelio Crippa, malgrado qualche problema col microfono, ha fatto sentire chiaramente come l’istituto pur ricco di una valida ed apprezzata proposta formativa e di iniziative e progetti sia in sofferenza per la riduzione di spazi (patita con la chiusura della sede staccata).

Il presidente del consiglio d’istituto Alberto Rimoldi ha parlato della necessità di trovare il modo di contribuire alle necessità della scuola “con un’associazione, una nuova realtà”. Un modo per “creare una connessione tra società civile, scuola e territorio” che permetta di continuare a portare avanti progetti che aiutino a mantenere gli ottimi traguardi che l’istituto continua a raggiungere, per scommettere sulla formazione dei saronnesi di domani.

29032017

8 Commenti

  1. L’amministrazione provinciale, adesso che è a guida PD, potrebbe trovare una sede distaccata o ancor meglio riprendere in affitto la precedente sede così da evitare l’arrivo dei profughi e garantire spazi per gli studenti del liceo.
    Sicuramente (lol) il PD farà meglio della Lega, sono quasi tre anni che amministra la provincia di Varese.

  2. Ah , grazie IlSaronno. nella mia collezioni di frasi fatte mi mancava “un’eccellenza del Saronnese”. la aggiungo subito alle altre (“fare squadra”, “si dovrebbe vergognare”, “non bisogna chiudersi a rischio”, “non si può sempre dire di no”, “la questione è politica” ect ect).

    • Mettici anche il “sogna spazi e fondi” …sognare qualsiasi cosa è proprio da tutti.

    • ..avevo dimenticato queste:
      “sentenza politica”
      “giustizia a orologeria”
      “politicamente scorretto”

  3. Il Grassi, come tutti gli istituti superiori di Saronno, ha come bacino di utenza la città di Saronno e i comuni del saronnese, alcuni dei quali sono in provincia di Milano, Como e Monza.
    Non ha senso che la provincia di Varese pretenda che uno studente di Rovello vada al liceo a Como o a Cantù perché lei vuole “spendere” solo per i suoi studenti.
    L’unica soluzione è cancellare le provincie, enti inutili che hanno distrutto tutti i servizi del nostro comprensorio.

    • Completamente d’accordo. C’era una volta il Saronnese. Negli anni è stato smembrato in ben quattro province. A nessun altro territorio è capitata una cosa del genere.
      Il saronnese va riunificato e integrato. Saronno deve diventare il centro di un’area che può arrivare a 100.000 abitanti e forse più. Non riusciamo neanche a immaginare i benefici sociali ed economici di un comprensorio ben integrato. Basta con le province inutili e coi campanilismi di Comune. Per queste ottusità abbiamo perduto la Pretura e magari perderemo pure l’ospedale. E parla uno che non abita a Saronno.
      Se non sarà possibile il grande comprensorio allora si vada con Milano (è lì il futuro!); chi ci sta ci sta.

      • Posso essere d’accordo fino alla frase finale in cui rovesci tutto il resto:
        “Se non sarà possibile il grande comprensorio allora si vada con Milano (è lì il futuro!); chi ci sta ci sta”.
        Prima dici che per avere ampi benefici serve avere centomila cittadini finalmente uniti, poi cambi registro dicendo che se non avverrà tanto vale andare con Milano… in pratica, con solo quarantamila anime, andremo a fare l’inutile puntino che perderà tutti i servizi rimasti.
        Mi sa che hai grippato il ragionamento.

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