DI EZIO MOTTERLE
Da un lato l’Alp Transit che con il nuovo tunnel del Ceneri pronto nel 2020 raggiungerà la direttrice Chiasso-Milano, dall’altro la Milano-Torino che passerà a sud dell’aeroporto di Malpensa. In mezzo una provincia di Varese chiamata a sfruttare i collegamenti ferroviari dell’alta velocità previsti fin sulle porte di casa agganciando, dove possibile, i grandi corridoi di transito internazionali nord-sud ed est-ovest. Diverse le opportunità disponibili non appena il nuovo sistema sarà pienamente operativo, secondo tempi che ad esempio gli svizzeri hanno ribadito qualche giorno fa nel corso di un incontro bilaterale con una delegazione del Consiglio regionale lombardo. Per Varese il nuovo binario verso Mendrisio reso possibile dal raccordo Arcisate-Stabio (operativo a fine anno) consentirà di raggiungere la linea dei super-treni poco oltre il confine, fermo restando il collegamento con Milano. Più a nord Luino, d’altro canto, sarà direttamente connessa a Bellinzona, potendo dunque sfruttare la linea che scendendo dal Gottardo e deviando rispetto al Ceneri punta direttamente sul Lago Maggiore sponda lombarda, per proseguire poi verso Novara-Genova con connessione diretta a Malpensa (una tratta però che nelle intenzioni sarà destinata anzitutto al traffico merci). Più a sud Saronno avrà sempre l’opportunità di raggiungere direttamente Como-Chiasso o Milano o Malpensa, sfruttando la sua posizione baricentrica anche rispetto al futuro delle comunicazioni europee (su ferro e non soltanto). Una provincia di Varese dunque senza linee ad alta velocità che occupano direttamente il proprio territorio, ma con la possibilità di sfruttarle in più punti appena pochi chilometri fuori dai suoi confini. Con un rapporto costi-benefici decisamente non trascurabile. Tutto da valorizzare.

02042017