di EZIO MOTTERLE

L’effetto Expo lascia come eredità un deciso incremento del turismo in provincia di Varese, chiamando tutto il territorio a fare tesoro della spinta in avanti e a creare nuove occasioni per sviluppare l’industria delle vacanze non solo nell’area tradizionalmente più attrattiva dei laghi, ma anche nelle zone più metropolitane ricche comunque di risorse paesaggistiche e culturali. Le prospettive sono incoraggianti e il periodo pasquale dovrebbe confermare una tendenza che rilancia il ruolo del Varesotto come meta primaria di viaggi, soggiorni, escursioni. I dati della Camera di commercio dicono che nell’anno dopo Expo è cresciuta l’attrattività di Varese e provincia specialmente per i turisti stranieri, tedeschi e americani in testa, seguiti nella top ten da cinesi, francesi e svizzeri. Su un milione e 303mila arrivi, record storico, quelli da oltre confine sono stati 774mila (+5,4%); mentre, per i soggiorni, saliti a 2 milioni e 224mila, l’incremento della percentuale estera è stato del 4,4%. Per motivi di turismo sempre nel 2016 gli stranieri hanno trascorso in provincia di Varese un milione e 315mila giornate: sono calati però gli italiani diminuiti del 2,3% su base annua (da 541mila a 527mila), con una flessione anche in termini di giornate di soggiorno (-2%). Segno di un territorio che da nord a sud offre risorse in grado di attrarre visitatori di tutto il mondo, grazie anche a un efficiente sistema di trasporti, ma certo meritevole anche di una maggiore attenzione da chi ci vive attorno. Obiettivo di intuibile rilevanza economica, decollato ora con progetti frutto di un rinnovato slancio promozionale. Proprio sulle ali di Expo.

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