SARONNO – “L’Anpi ha preferito agire per conto proprio, non aderendo a ciò che il Comune ha organizzato per celebrare la ricorrenza. Il nostro programma è stato comunque apprezzato da alcune realtà coinvolte”. Così si può riassumere la risposta del sindaco Alessandro Fagioli alle critiche sulle celebrazioni del 25 aprile.

Tutto è iniziato martedì pomeriggio con la conferenza stampa con cui Claudio Castiglioni portavoce Anpi ha presentato il calendario di eventi per la celebrazione del 25 aprile. Il delegato ha sottolineato come la decisione di organizzare un corteo e i discorsi in piazza Caduti saronnesi fosse stata presa dopo che l’Amministrazione aveva rinunciato, alla luce delle contestazioni delle ultime edizioni, proprio a questi momenti. Insomma Anpi ha rimarcato come “per celebrare il 25 aprile fosse necessaria la condivisione e la partecipazione della città e non solo un momento formale”.

“Per quanto concerne le celebrazioni del 25 aprile ci siamo confrontati con le diverse associazioni interessate, da quelle d’arma all’Anpi – replica il sindaco Alessandro Fagioli – Sono state sentite di concerto anche le forze dell’ordine, anche loro coinvolte nelle celebrazioni della Festa della Liberazione. A seguito di ciò abbiamo poi steso un programma di massima, che peraltro è stato apprezzato da molte delle diverse realtà coinvolte. Non è stato così per l’Anpi, che ha preferito in questa occasione agire per conto proprio, non aderendo a ciò che il Comune ha organizzato per celebrare la ricorrenza”.

E’ confermato, anche dai manifesti con bandiera tricolore esposti nelle ultime ore in città, che il programma del comune si limiti alla sola deposizione delle corone di alloro al monumento a Salvo D’Acquisto e ai Caduti saronnesi a partire dalle 9,30.

14042017

12 Commenti

  1. Sarei davvero curioso di sapere quale associazione possa aver apprezzato il programma che si limiterà a 15′ di deposizione corone senza discorsi ne alzabandiera.
    Persino la Messa delle 10 è solo nel programma dell’Anpi!

  2. …steso un programma di massima. Figuriamoci se fosse stato di minima, non si facevano neanche vedere. Caro sindaco, faceva meglio a non replicare.

  3. Mentre Gesù muore sulla croce per noi e ci si prepara a sacrificare l’agnello Pasquale, Amministrazione ed ANPI litigano come sempre per il 25 Aprile, ricattati dai FascioTelos che tengono in scacco la città ed impediscono di fare discorsi ai non ex Comunisti. Come se la resistenza fosse stato solo affare di sinistra.
    Che brutta immagine di Saronno traspare.

  4. La verità che alcuni commentatori non hanno il coraggio di dire è che qualunque fosse stato il programma messo a punto dall’Amministrazione, l’ANPI l’avrebbe trovato inadeguato, e avrebbe fatto per conto suo. Perché questa festività, come altre ricorrenze, serve soprattutto come occasione di coagulo di forze e di polemica politica.

    • Non è così… l’Anpi avrebbe voluto replicare il programma dello scorso anno che venne concordato direttamente col sindaco, si vede che l’anno scorso aveva avuto meno problemi “interni”….

  5. Mi piacerebbe sapere quanti iscritti all’ANPI, sfruttano l’assistenza sanitaria, la pensione e tante altre cose, che il fascismo che loro hanno combattuto ha creato. Parlate di resistenza, voi partigiani dite di avere conquistato la mia libertà, ma
    vi è stata data dagli alleati in cambio della dignità
    E non pensate di meritare la gloria solo per avere scelto di regalare la vittoria
    a quei mercanti che agiscono solo nel nome dell’avidità il cui obiettivo è quello di sottomettere l’umanità, con il denaro vi siete fatti comprare, dimenticando la nostra terra e l’onore, il nostro onore!

    • rabbrividisco solo all’idea che ci sia ancora qualcuno che parla di onore…ma quale onore, quello delle deportazioni degli ebrei o dei massacri in terra d’Africa o di Jugoslavia (da cui poi sono nate le foibe)???

      La storia per fortuna ha sepolto queste sciocchezze

    • L’ANPI (dove gli ex-partigiani sono ormai ben pochi e dovrebbe quindi cambiare nome) appare probabilmente faziosa. Lei in compenso scrive un ammasso di stupidaggini; tutte le più importanti decisioni in materia sociale in Italia furono presi da Giolitti e non da Mussolini.
      Mussolini si limitò a migliorarle ma gli altri paesi importanti (Francia,Regno Unito, Belgio e altri) le migliorarono (e tanto) senza togliere la libertà ai propri cittadini e senza mandarli a morire in Russia.
      I poveri nostalgici fascisti sono sempre a sperare che le pensioni le abbia inventate Mussolini e un libro non lo leggono neanche a morire.

    • Mito: Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione.

      Realtà: In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”, un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l’età 15 anni. L’iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”. Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e non era al governo.

      Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito dell’Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Mussolini in quella data è morto da 24 anni. se vuoi posso contiunare…..

  6. La replica del Sindaco è un’affermazione poco credibile (“ci siamo confrontati con le diverse associazioni interessate, da quelle d’arma all’Anpi…”) perché sfacciatamente di parte in quanto palesa la volontà di questa Amministrazione leghista a circoscrivere i sentimenti di italianità dell’elettorato saronnese, configurando la sola deposizione di una semplice corona di fiori ad un contentino forzatamente esternato con indifferenza e superficialità.

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