GERENZANO – La dimensione sessuale esiste sempre, lungo tutto il ciclo di vita dell’essere umano. Sicuramente la percezione della sessualità cambia a seconda delle età ma il cambiamento non ne presuppone la scomparsa. Così dopo i 65 anni, e talvolta con l’insorgere di patologie croniche come l’Alzheimer la cui gestione è complessa da parte dei familiari, questa sfera è ancora presente nella vita di una persona sebbene la frequenza dell’attività sessuale tenda a diminuire. Su questi temi verterà l’incontro organizzato da Villaggio amico, la residenza sanitaria assistenziale di via Stazione con un centro di eccellenza per la cura del morbo di Alzheimer. L’appuntamento è mercoledì 19 aprile alle 20.30 per la serata intitolata “La sessualità nella persona anziana e nel paziente con demenza”. L’intervento della dottoressa Loredana Locusta, neuropsicologa responsabile del centro Alzheimer di Villaggio amico si focalizzerà principalmente sui limiti che con l’avanzare dell’età le persone incontrano dal punto di vista fisico nell’approccio alla propria sessualità, ma ancor più sui pregiudizi intorno all’argomento.

“A questo proposito si fa avanti la cosiddetta sindrome da breakdown sessuale: l’anziano interiorizza tutti quegli atteggiamenti sociali negativi e identifica se stesso come persona non-sessuata. Il rischio? I problemi di autostima e insicurezza che possono svilupparsi in correlazione a tali pregiudizi. Da qui nasce l’importanza e il dovere da parte della società di rispettare la sessualità e la sfera intima dell’anziano” dice Loredana Locusta.”Eppure oggi, come mai prima, la ricerca scientifica ben ci fa comprendere che la vecchiaia è una fase del ciclo di vita estremamente soggettiva e che non esiste un limite massimo per l’attività erotica. Siamo proprio di fronte a un paradosso: vogliamo migliorare la qualità di vita del nostro caro, richiediamo all’anziano di mantenere comportamenti salutari e poi non ci accorgiamo di quanto una buona sessualità correli positivamente con un buon stato di salute psico-fisica” continua Locusta.

L’assenza di relazioni intime porta, nella maggior parte dei casi, a depressione e solitudine. Le persone che, invece, trovano nuovi interessi anche nella sfera intima, si mantengono giovani più a lungo. Non va ignorato, inoltre, il beneficio del contatto fisico dove le relazioni intime trovano un luogo privilegiato. Dunque? La dottoressa Locusta suggerisce un’attività sessuale dell’anziano spontanea e senza preclusioni, tenendo conto sempre del rispetto dello stesso e dei suoi desideri. Al Villaggio è possibile inoltre fissare una consulenza gratuita per chi fosse interessato ad approfondire la tematica.

14042017