SARONNO – “Perchè Saronno non è stata convocata al tavolo di confronto della Prefettura di Monza tra amministrazioni locali e forze dell’ordine sul problema dello spaccio lungo la Saronno-Seregno visto che il capolinea della linea è in città e che molti studenti saronnesi utilizzano quotidianamento la tratta al centro di tanti problemi?” E’ quello che si sono chiesti molti utenti del collegamento ferroviario che unisce il Saronnese alla Brianza e molti genitori saronnesi che con crescente preoccupazione vedono i figli utilizzare ogni giorno la tratta dove i problemi di sicurezza sono all’ordine del giorno. Prima c’è stato il problema delle rapine su convogli e alle stazioni, di cui sono stati vittime anche giovani saronnesi, ed ora il fenomeno dello spaccio ad alcune fermate intermedie, come Ceriano Groane dove, malgrado i controlli e gli interventi delle forze dell’ordine, la situazione continua a degenerare tanto da far registrare anche una sparatoria con un morto.

Ma facciamo un passo indietro. Dopo i fatti dello scorso marzo, come appunto la sparatoria con un 23enne trovato morto nei pressi della stazione ed un 29enne trovato ferito, la Prefettura ha convocato un nuovo tavolo di confronto fra amministrazioni locali e forze dell’ordine. Tutto è nato nella vicina Ceriano Laghetto dove il consiglio comunale, in seguito ad una mozione dell’opposizione Orizzonte Comune emendata dalla maggioranza, aveva chiesto un incontro sul territorio, in paese, a pochi passi da Villaggio Brollo, sul territorio colpito dallo spaccio, quella invaso dalle bande di pusher e da tossicodipendenti. La Prefettura ha convocato tutti i comuni interessati a Monza, per il prossimo giovedì 20 aprile. Non proprio tutti in realtà perchè nessuno ha contattato la città di Saronno. Un’assenza ha sconcertato i saronnesi che utilizzano la linea e i genitori degli utenti più giovani. A spiegare la situazione, rispondendo al quesito, è il sindaco Alessandro Fagioli. “Il tavolo è stato convocato dal prefetto di Monza e Brianza che non ha ritenuto il caso di convocarci – spiega il primo cittadino della città degli amaretti – Nessuna segnalazione peraltro è pervenuta al prefetto di Varese, che ha competenza sul nostro territorio”. Insomma l’Amministrazione saronnese al momento deve stare alla finestra:”Al di là di dove si sono verificati gli episodi, non ubicati sul nostro territorio, interverremo e parteciperemo quando saremo direttamente convocati: è una questione di tipo sovracomunale che ci riguarderà nel momento in cui anche il nostro territorio sarà ritenuto strategicamente importante” dice il sindaco. E chiosa:”Attendiamo anche noi tempestive novità sulla situazione e sulle decisione prese da quelli che attualmente sono gli enti territoriali preposti”.

Sul tavolo per la sicurezza allestito a Monza anche le critiche del sindaco di Ceriano Laghetto, Dante Cattaneo.

14042017

11 Commenti

  1. È tutto corretto dal punto di vista formale, a Saronno comanda un altro prefetto.
    Ma dal punto di vista logico ha ragione il sindaco Fagioli.
    Aboliamo le province e questi problemi non ci saranno più.

  2. Ma chi e questo Prefetto di Monza?
    Il problema va affrontato seriamente e non tu parli con me, lui parla con l’altro e forse io mi parlo col Prefetto di Varese, ma tra qualche tempo…
    UNA VERGOGNA

  3. Perché Saronno conta una fava!
    E diciamocelo….!

  4. “… è una questione di sicurezza, che ci riguarderà nel momento in cui anche il nostro territorio sarà ritenuto strategicamente importante”.

    Quindi Saronno è stata esclusa per ragioni di competenza territoriale o per valutazioni sulla situazione ?

    Fagioli sia più chiaro, non è che Saronno è stata esclusa perché continuare a sequestrare carciofi quando le bande dello spaccio si contendono il territorio, non lo qualificano come Sindaco affidabile ?

    • Bravo Anonimo. Proprio così.
      Noi con Varese, a cui non frega niente di Saronno e fuori dall’area Metropolitana di Milano in cui volenti o nolenti siamo e di cui dovremmo condividere problematiche, strategie future, viabilità, sviluppi e fondi assegnati. Ma l’amministrazione non se ne era accorta. Ora siamo fuori e si piange sul latte versato.

  5. La dimenticanza (?) o il non coinvolgimento di Saronno da parte della Prefettura di Monza al problema attuale della sicurezza territoriale è una conseguenza strategica generata dalla inesistente lungimiranza politica e dalla superficiale affidabilità dei nostri illuminati leghisti locali. Ancora una volta Saronno viene esautorata dagli Enti Istituzionali che gli stanno intorno, mentre l’Ente che dovrebbe sostenerla resta diplomaticamente indifferente.

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