SARONNO – Pubblichiamo integralmente il discorso del sindaco Alessandro Fagioli pronunciato durante le celebrazioni del 25 aprile. Dopo un introduzione sui contenuti della ricorrenza il primo cittadino non risparmia stoccate, non esplicite ma chiare agli anarchici che operano in città ed anche una velata ma facilmente comprensibile citazione al processo contro la Lega di Saronno e il segretario federale per l’uso della parola clandestino in alcuni manifesti.

Cittadini e Autorità,
ci ritroviamo per ricordare il 72 esimo anniversario della Liberazione, il 25 Aprile. Che, vale la pena ricordarlo, non è una ricorrenza come tante altre: è il giorno in cui tutti i cittadini della Repubblica si fermano e celebrano due conquiste molto importanti: la democrazia e la libertà, che oggi abbiamo grazie al sacrificio di tante persone, donne e uomini, unite da un solo obiettivo. Offrendo spesso la propria vita per conquistare e difendere questi valori.

Sta a noi proseguire questo compito: quello di ricordare alle generazioni attuali e future ciò che è stato fatto in quegli anni e ciò che è stato fatto e detto in quelli successivi, in un percorso storico che ha coinvolto tutti noi, nessuno escluso. Le generazioni presenti e future soprattutto devono sapere, comprendere, analizzare quanto sia importante per la nostra società il concetto di Liberazione e di libertà, che è stato sì l’epilogo di decenni di conflitti e vittime delle guerre, ma anche l’inizio di un cammino di speranza, di volontà, di abnegazione da parte di tutti che ci porta oggi, come ogni anno, a ricordare uno dei giorni più importanti della nostra storia.

L’ eredità della libertà dall’occupazione straniera ottenuta 72 anni fa va difesa e protetta da ogni forma, anche di protesta, che voglia limitarla eccessivamente o, peggio, voglia imprigionarla. E’ una eredità pesante, in quanto dovremmo trovare il coraggio e la forza di superare per sempre, delle contrapposizioni ideologiche, dei giudizi e delle diatribe sul periodo storico della Resistenza, è questa passione per la libertà che animò chi combatté allora che oggi vorremmo ricordare affinché essa sia trasmessa a ciascuno di noi, noi che oggi torniamo a ripetere il nostro grazie a tutti coloro che combatterono.

I discorsi che ormai da tanto tempo facciamo sul concetto di libertà individuale, si può semplificare in un questa frase: la propria libertà termina quando si arriva a limitare e a ledere quella altrui. Solo così, interpretando e regolando questa semplice affermazione, potremo fare in modo che il buon vivere comune sia davvero una delle fondamenta sulla quale costruire la nostra società; proprio questa nostra società che ha però l’aspettativa di un ordine sociale, lavorativo e giuridico semplice e che dia certezze alle aspettative dei cittadini.
Il nostro mondo, ovvero il raggio d’azione quotidiano in cui viviamo è radicalmente cambiato ed è cambiato troppo velocemente, i nostri anziani si sentono alienati e distaccati dai giovani, ove questi ultimi hanno perso il legame con le tradizioni e con le lingue madri del nostro bel territorio, diventando non per propria volontà i figli prima di una Nazionalizzazione forzata e poi figli di una Globalizzazione forzata che rischia di far perdere la cognizione di chi siamo.

Non bisogna quindi confondere il concetto di libertà con la sintesi del “io faccio quello che mi pare e piace”, o con il falso mito dell’essere “cittadini del mondo”. La carta di cittadinanza non è uguale per ogni Popolo e non può la Ragione soverchiare le leggi della Natura. Si ritorni a rispettare le regole, ma che le leggi e le regole siano di buon senso e vicine alla Storia, alle tradizioni dei Popoli.

La Storia dei Popoli ha dimostrato che con il sacrificio si può essere liberi, e con la volontà si può e si deve continuare a essere liberi.
Il 25 aprile si sono scritti trattati, pensieri, frasi, poesie, ma anche film e canzoni che danno uno spaccato di un pezzo di storia ancora vicino negli anni ma lontano in senso storico.
Ciò che rimane è la conquista dell’uomo della sua libertà spinto, più che mai a ribellarsi a ideali in cui non credeva, ad una soppressione anacronistica. Dovremmo tutti imparare dalla storia, per trovare la forza di dire ‘no’ alle prepotenze e lottare per la libertà.

Certo, e dico per fortuna, libertà è anche non condividere: la giornata di oggi è stata organizzata per ricordare una delle date più importanti della nostra storia. Ne abbiamo condiviso i contenuti con tutti coloro che, tradizionalmente, partecipano a questa celebrazione. Libertà è anche dissentire dal metodo, non è certo libertà affermare che le istituzioni, in questo giorno, non abbiano fatto il proprio dovere, credendo che la libertà sia una espressione unilaterale, l’espressione univoca ed unilaterale è l’anticamera del pensiero unico e delle dittature.

strong>Libertà sarebbe anche non accettare la diversità di pensiero, se ciò accadesse nei limiti della tollerabilità, e non continuando in tante, troppe occasioni a calpestare i beni altrui, vivendo nell’illegalità e perseguendo l’unico scopo di inculcare una visione della vita integralista e mai aperta al dialogo. L’estremizzazione di certe ideologie non è mai un bene, quando un modo di pensare o una religione si trasformano in integralismo, si perde completamente di vista il concetto di libertà, anche solo di pensiero.

Ed è proprio a Saronno che si sviluppa l’attacco contro la Libertà dell’espressione politica attraverso denunce e processi. Le forze del male non hanno un solo colore politico, ma è il male del pensiero unico che rischia di annidarsi e radicalizzarsi in ogni gruppo.

Auguro ai Saronnesi che le Istituzioni che compongono la Repubblica, Stato, Regioni, Province e Comuni, ritrovino quello spirito e quel coraggio di rilanciare le tradizioni locali senza timore di usare le espressioni tipo Nazioni, Lingue e Culture e Tradizioni Locali, ricordare che la nostra Storia passa dai Celti, dai Romani, dai Longobardi, dai Ducati e Principati, dalla Repubblica di Venezia, dallo Stato Pontificio e dal Regno delle due Sicilie prima di approdare ad un Regno d’ Italia e poi ad una Repubblica.
L’attenzione è da porre proprio sulla Storia che nel suo avanzamento ha visto evoluzioni ed involuzioni, dove i pochi cercano sempre di riprendere il controllo totale sulla vita dei molti, con una continua lotta tra le parti che però oggi non va più interpretato come la lotta tra le ideologie del secolo scorso, ma ad una vera lotta di un periodo medievale fatta di Signori, Vassalli e Sudditi. Le rivoluzioni finanziarie e le crisi rischiano di riportarci senza nemmeno accorgerci ad un periodo buio per la libertà. E’ su questo aspetto che bisogna vigilare.
Ringrazio tutti i presenti, le associazioni tutte che contribuiscono al bene comune, le forze armate e le forze dell’ordine che si adoperano giorno e notte a tutela della nostra incolumità.

Viva Saronno Liberata!

7 Commenti

  1. Ci sará un giorno in cui anch’io potró esultare “viva Saronno liberata”. Ad oggi quel giorno non è ancora arrivato: Saronno purtroppo è ancora occupata.

  2. Un discorso commemorativo che l’elettorato saronnese dovrebbe tenere in considerazione, annotando tutti i concetti (saranno suoi o dello staff?) espressi dal Sindaco con toni e argomentazioni che delineano con tanta perplessità una palese impensabile conversione politica: da leghista duro e puro, difensore della “Padania” a leghista eterogeneo alla ricerca continua di un nuovo orizzonte politico regionale o nazionale. Chi ci crede? Forse è una direttiva per supportare l’opportunismo premeditato della nuova segreteria nazionale, la quale in questo periodo negli eventi pubblici ha abbondonato alcuni simboli leghisti, mostrandosi nella reale nudità di chi vuole illudere promettendo un nuovo percorso politico. “Il lupo perde il pelo … ma non il vizio”

  3. come si vede che il discorso non l’ha scritto lui. secondo me non ha nemmeno capito quello che ha detto. troppo difficile da associare al pensiero salviniano. Sono loro ad usare espressioni che meritano denunce.

    • è come quello dello scorso anno, ma nel 2016 è stato coperto dagli insulti dei democratici antifascisti vari

  4. A Saronno è tornato il Tricolore. Evviva l’Italia.

    Perché questo cambiamento? I motivi potrebbero essere due.

    Il primo. Il prossimo 22 Ottobre si voterà per L’AUTONOMIA (non per l’indipendenza) della Lombardia e del Veneto, autonomia naturalmente nell’ambito della Repubblica Italiana… e “la bandiera della Repubblica è il tricolore italiano” (art. 12 Cost.).

    Il secondo motivo. La Lega, a quanto sembra, diventerà Lega Nazionale… quindi “Italiana”.

    Che ne pensano i lettori di questa mia opinione?

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