SARONNO – “Il 25 aprile del 2017, sia in ambito nazionale che locale, offre all’Italia e alla città di Saronno vari spunti su cui riflettere”.

Inizia così la nota dell’assessore al Commercio e alle Politiche giovanili Francesco Banfi in merito alla festa della Liberazione.

“La prima, che salta all’occhio, è la continua confusione tra festa della libertà e festa della liberazione. La festa della libertà dovrebbe unire tutti: ecco che, allora, viene inserito ogni tema un po’ ogni tema, dall’antisemitismo al sostegno alle cause lgbt, l’antifascismo è spesso piegato a scusa. D’altra parte se libertà è dev’esserlo per tutti, pensano alcuni.
Ma non è così.
Infatti, a seconda di una precisa opportunità politica, dal cilindro viene estratta la festa della liberazione: via chi la pensa diversa, è “sbagliato” e automaticamente “fascista”. Ecco che allora in nazione ce la si prende con le brigate ebraiche (che abbiano avuto un ruolo storico effettivo nella resistenza… chissenefrega) mentre in ambito locale si festeggia l’esclusione di forze democratiche semplicemente perchè appartenenti all’altra parte.

Restando nel piccolo di Saronno, ho avuto modo di leggere, tra le altre, la nota del consigliere Casali di [email protected]: un contenuto per buona parte di polemica politica, fatto solo per attaccare l’altra parte politica. Non una parola per prendere distanza da frange antidemocratiche in quanto anarchiche e che utilizzano lo strumento della violenza per zittire chi la pensa diversa e che festeggiano per l’eslusione “del nemico”. Si strumentalizza anche una celebrazione religiosa; poco importa se poi, essendo entrato in chiesa poco prima dell’inizio del Vangelo a causa dello spostamento, sono restato dietro le panche. Casali, purtroppo dimostratosi pieno della stessa retorica che rende il 25 aprile schiavo di confusioni e strumentalizzazioni, ha perso l’occasione di cercare di riportare a galla i valori del “perchè in Italia è festa”.

Eppure il 25 aprile di ogni anno è la festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo: una precisa commemorazione che con sè reca la storia, gli ideali e i valori base della vita democratica italiana.
Da una dittatura e una dominazione siamo passati alla democrazia. Non è possibile rinunciare alla storia, piegandola all’occasione del momento, qualunque essa sia.
Non è possibile festeggiare per l’esclusione di forze democratiche.

Molto spesso sembra sarebbe meglio utilizzare il condizionale “non dovrebbe” al posto dell’indicativo presente.

Cerco, però, di guardare non al condizionale dell’avrebbe dovuto o potuto, ma al bene che c’è stato: le Autorità, civili e militari, insieme alle associazioni d’arma e all’Anpi hanno presentato gli onori a Salvo d’Acquisto e ai Caduti; il Sindaco in collaborazione con Anpi ha scandito i nomi dei Caduti saronnesi; i defunti sono stati ricordati nella preghiera da chi se lo è sentito e ha potuto e omaggiati con cerimonie civili.
Confido anche che ciascun cittadino abbia avuto modo di riflettere sulla nostra Italia e sui valori democratici su cui la nostra nazione si fonda.

Un ringraziamento speciale alle Forze dell’ordine che hanno vigilato sulla buona riuscita delle manifestazioni.

(foto archivio, quella interna di Edio Bison)

27042017

5 Commenti

  1. Ecco la fine analisi dello spaventato assessore …. Solita retorica da ex-Dc…. Cosa non si fa per tenere il piede in due scarpe….

  2. Non amo questa Amministrazione ma riconosco a questo Banfi di aver introdotto una riflessione pacata.
    Il comunicato con cui l’Assemblea Antifascista Saronnese (così si fa chiamare) si vantava di aver espulso la Lega dal XXV Aprile era delirio allo stato puro, parole nel più completo sprezzo del ridicolo.
    Io vorrei un XXV Aprile in cui tutti coloro che godono delle libertà si riconoscano senza pretendere di espellere qualcuno (e senza pretendere di porre la Resistenza sullo stesso piano della RSI, sia chiaro!).
    Lascia senza parole sapere che l’ANPI di Roma ha di fatto spinto la Brigata Ebraica fuori dalle celebrazioni, solo per fare posto a una delegazione palestinese, erede di quel Gran Muftì di Gerusalemme che incitava Hitler a sterminare con più energia gli ebrei.

  3. banfi tas che le mei. ricordati che tu non hai mai partecipato a questa manifestazione. lo hai fatto solo nell’anno delle elezioni per farti fotografare ma hai parlato tutto il tempo per raccattare voti

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