SARONNO – Nelle ultime ore i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Saronno hanno completato la ricostruzione di quanto accaduto domenica mattina quando una ragazza ventenne è stato sequestrata e violentata da un tunisino 32enne suo conoscente.

La ragazza era uscita la sera precedente con un amico di nazionalità italiana e il tunisino. I tre hanno bevuto, mangiato un panino alle prime ore del mattino e quindi poco prima delle 6 si sono fermati nella zona di via Venezia per l’ultima birra.

Lo straniero ad un tratto ha scagliato una bottiglia addosso al ragazzo: l’ha colpito tra l’occhio e zigomo. Mentre il giovane si riprendeva dallo spavento il 32enne ha trascinato via la ragazza per il braccio in mezzo all’area boschiva. Terrorizzata la giovane ha seguito il suo aggressore prima nel bosco e dopo un paio di chilometri in un’abitazione che l’uomo usava come base. Qui, malgrado la presenza di altre persone nella casa, l’ha violentata.

Nel frattempo il ragazzo ha chiamato il 112. Sul posto sono accorsi i carabinieri che ascoltata la sua ricostruzione hanno messo in moto la macchina per le ricerche. Vigili del fuoco e personale sanitario hanno iniziato a setacciare l’area boschiva. E’ stata avvisata la famiglia della ragazza e rintracciato il suo cellulare che risultava essere, spento, a Rovello Porro.

I carabinieri di Saronno hanno setacciato il paese e appena la giovane ha acceso il telefonino le hanno parlato. Lei appariva molto confusa e evidentemente costretta a fornire risposte forvianti da qualcuno. I militari con un escamotage sono riusciti a farla uscire di casa con lo straniero e hanno raggiunto entrambi a poche centinaia di metri dalla casa.

Sono stati portati alla caserma di Saronno dove hanno ricostruito tutto l’accaduto: il ragazzo e la ragazza sono quindi stati accompagnati al pronto soccorso per le cure del caso (lui aveva contusioni ed ecchimosi allo zigomi) mentre lo straniero è stato arrestato. Per lui l’accusa è di sequestro di personale e violenza sessuale.

08052017

2 Commenti

  1. Vediamo se a fine pena, sempre che se la faccia tutta riusciamo ad assegnarli una casa popolare…

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