di EZIO MOTTERLE

Addio frontiere “aperte” fino alla fine di maggio. La libera circolazione delle persone, il transito insomma senza controlli sistematici dell’identità in base agli accordi di Schengen, è stata temporaneamente sospesa dall’Italia in coincidenza con gli importanti eventi internazionali che culmineranno nel G7 di Taormina. Provvedimento non nuovo e previsto dal trattato stesso, obiettivo garantire massima sicurezza in periodi particolari. Varese è in prima linea visto che accoglie sul territorio ben 11 valichi stradali di confine con la Svizzera, cui va aggiunto quello ferroviario a Zenna sulla Luino-Bellinzona e ovviamente quello che coincide con l’aeroporto intercontinentale di Malpensa, davvero una super-frontiera con un fiume continuo di transiti (così come quelle di Como-Chiasso per la circolazione su autostrada e ferrovia). Passaggi più o meno importanti comunque sempre molto battuti, se si considera ad esempio, per i soli valichi del Varesotto, il quotidiano andirivieni di ben 25mila lavoratori frontalieri. Controlli più incisivi, dunque, anzitutto ovviamente per i cittadini in ingresso nel territorio italiano. Va comunque ricordato che pur in presenza delle “norme Schengen” la vigilanza alle frontiere è sempre operativa. Malpensa resta uno dei grandi obiettivi sensibili sul territorio della provincia di Varese, con una sorveglianza che va ben al di là dei controlli ora ripristinati da anni estesa su tutta l’area con vari e sofisticati sistemi di prevenzione e di controllo. Telecamere vigilano anche sulle ferrovie e sui valichi stradali piccoli e grandi, con pattuglie di forze dell’ordine che operano abitualmente nelle zone attigue ai punti di confine. Oltretutto la Svizzera – che ha aderito a Schengen nel 2008 – non fa parte dell’Unione europea, il che mantiene attivo il sistematico controllo sulle merci, con presenza fissa ai valichi varesini e comaschi della Guardia di Finanza italiana e delle Guardie di confine elvetiche. Vigilanza rafforzata dunque, in un’area dove i super-controlli sono da tempo consuetudine. Obiettivo una garanzia di sicurezza che va oltre le frontiere.

1 commento

  1. Pensi che il saronnese vive convive con la frontiera 365 giorni l’anno: la città di Saronno è in provincia di Varese, ma confina direttamente con le provincie di Milano, Como e Monza, un po’ troppo. Per qualsiasi servizio, a partire dalle scuole superiori, sanità, trasporti, forze dell’ordine e giustizia è sempre tutto complicato, ogni provincia è un feudo che politici a caccia di poltrone difendono a spada tratta. Non vogliono abbattere questi muri invisibili, anzi li difendono a spada tratta, ognuno coltiva il suo orticello.
    Lo sa che il 112 di Saronno arriva fino a Vedano Olona, ma non può intervenire a Rovello o a Introini o a Dal Pozzo che sono a due km dalla caserma di via Manzoni?

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