SARONNO – All’indomani dell’approvazione definitiva il noto architetto Riccardo Blumer, progettista del palazzo ellittico che sostituirà a ridosso della zona a traffico limitato l’ex Polverone, spiega il suo progetto: “La bellezza dell’edificio e dei suoi alloggi, nei rapporti illuminotecnici, nelle piante articolate, costruiti con materiali ecologici e termicamente intelligenti, posizionati nell’equilibrio tra le proprietà, gli spazi pubblici, i flussi pedonali e il trasporto meccanizzato sono “la città 4.0″ che differentemente dall’industria produce direttamente la qualità della vita”.

Nella poi nello specifico parlando della forma scelta: “L’ellisse è la figura geometrica gentile, in cui ogni punto della circonferenza è meravigliosamente ma diversamente posizionato, opposta alla noiosa del cerchio ma nel rigore della serietà classica delle belle geometrie, senza guizzi e formalismi modaioli che bruciano e consumano il tempo. L’edificio progettato ha l’ambizione di durare non solo per la tecnica costruttiva e i rivestimenti, ma di sopportare nella sua posizione e forma questo processo di metamorfosi necessario e indispensabile dei vuoti come una pietra monolitica, un “trovante” che porta in se il viaggio culturale della geometria pulita ed efficiente contro il falso storico e la moda effimera, la serietà di quel bisogno vitale assolutamente umano che porta in sé la bellezza”.

E risponde anche alle critiche di chi ha già soprannominato l’intervento “mostro ellittico”: “In realtà il “mostro ellittico” si porrà come un riferimento di gentilezza e serietà dimostrando che anche linguisticamente le due parole in sequenza sono sbagliate. La prima evoca infatti un eccezione abnorme e brutta, la seconda (ellittico) di una condizione geometrica tra le più belle inventate e usate dall’uomo. Un vero paradosso”.

15052017

12 Commenti

  1. questo mi conforta nel pensare che l’ignoranza sul 4.0 è incredibile in Italia.

    Già una figura ellittica non è efficiente, c’è spreco di spazio, o vogliamo i mobili ellittici??

    Per piacere per fare pubblicità non dite scemenze

  2. È una c….a 4.0, almeno nel contesto. Ha dovuto persino fare un articolo x spiegarci quanto fosse “bello”!!!

  3. Parlare di 4.0 o dell’ellisse culturalmente è un esercizio affascinante….
    cercare un equilibrio con forme costituite da vuoti e da pieni è senz’altro un modo brillante di costruire ..
    si può discutere sul “bello” e sul “funzionale” ….
    ma in ogni caso quando si arriva al dunque restano i metri cubi di cemento che si aggiungono nella città

    • temo di sì….sono un obbrobrio che credo siano allo sbando.

      Se fossi in te mi proccuperei…

    • Quelle case rotonde in cemento armato? Ma davvero ci abitano? e quanto spendono per riscaldarle? All’esterno ci sono solo vetri e persiane invece di mura.
      Sempre pensato fossero Esposizioni di Mobili.

  4. A me piace!! E ci tengo a precisare che non faccio l’architetto e che non conosco quello che l’ha disegnato

  5. Vorrei dire all’architetto che il suo progetto sarà anche bello in sé, anzi in sé è davvero opera interessante.
    Ciò che almeno io non condivido è il dove questo progetto va realizzato, e cioè dentro un tessuto urbano (il centro storico) completamente diverso.
    Qui si continua con una vecchia storia, quella per cui l’architetto fa architettura e ignora completamente l’urbanistica, trasformando così anche le cose di per sé interessanti in mostri urbanistici (e sottolineo urbanistici).
    Se l’architetto vuole capire cosa significa tenere conto dell’urbanistica vada in Via San Cristoforo o in Via Monti o in Via Giuditta Pasta dove può vedere come negli ultimi decenni nel ristrutturare si è fatta architettura tenendo conto del contesto urbanistico.

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