SARONNO – Era il 23 maggio 1992 quando il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta morirono in seguito all’attentato dinamitardo messo in atto da Cosa Nostra lungo l’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci (Palermo). Oggi, a 25 anni di distanza, tutta Italia ricorda quella tragica circostanza, alla quale poche settimane dopo avrebbe fatto seguito la strage di via D’Amelio.”Falcone e Borsellino – sottolinea il segretario provinciale del Partito democratico, Samuele Astuti – sono degli eroi civili, figure coraggiose che a causa del loro impegno contro la mafia hanno perso la vita. Sapevano bene ciò a cui andavano incontro, ma non si sono mai tirati indietro. Per questo motivo abbiamo il dovere di ricordarli, oggi e sempre”.

Il 25esimo anniversario della strage di Capaci rappresenta anche l’occasione per ribadire la lotta alle mafie, l’impegno contro la criminalità organizzata.”Non bisogna mai mollare la presa – prosegue Astuti -. Fondamentale è costruire percorsi di educazione alla cittadinanza, a partire da bambini e ragazzi, in modo che le nuove generazioni siano consapevoli e operino nella giustizia e nell’onestà. Lo dobbiamo a chi, 25 anni fa, ha perso la vita per questo”.

23052017