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Testimonianza: saronnese nell’inferno di piazza San Carlo a Torino

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SARONNO – Anche un saronnese nell’inferno di piazza San Carlo a Torino dove nella calca sono rimaste ferite oltre 1500 persone. E’ successo sabato sera, dove si erano radunati tantissimi tifosi della Juventus per assistere sul maxi schermo alla finale di Champions league di calcio, della loro squadra del cuore contro il Real Madrid. Fra i presenti anche un giovane di Saronno, tifosissimo bianconeri, che racconta a ilSaronno com’è andata, dopo l’esplosione del grosso petardo che ha causato il panico.

Aveva appena segnato il 3-1 Ronaldo. Mi ricordo la delusione totale e la voglia di tornare subito a casa. Quando, qualche minuto dopo, si è udito un boato incredibile ed è scoppiato il putiferio. La massa di gente, circa 30 mila persone, ha incominciato a scappare. La piazza era recintata da transenne. Io mi trovavo con gli amici in fondo rispetto al maxi schermo e dopo il boato la prima cosa è stata quella di capire cosa stesse succedendo, tutto in frazioni di secondo. L’adrenalina e la paura è stata incredibile perché con quello che sta succedendo oggi la prima cosa che pensi è un attentato.

 

Le ho pensate tutte mentre scappavo: Un camion che investe la folla, una bomba. Mi sono rinchiuso in un bar, c’era gente tagliata, sangue dappertutto. La cosa davvero imbarazzante sono stati i controlli, non efficienti e fatti secondo me solo per facciata. Controllavano zaino borse e non ti facevano entrare nella zona transennata con le bottiglie di vetro quando all’interno i venditori abusivi giravano con carrelli pieni zeppi di bottiglie di birra. Comunque appena dentro il bar subito ho avvisato a casa per evitare che si preoccupassero vedendo tv. La gente spaventata continuava a spingere e urlare, gente per terra schiacciata, genitori che urlavano i nomi dei figli, la scena più toccante è stata quando una donna mi ha toccato il braccio piangendo dicendomi di aver perso il figlio nella folla. Uscito dal bar appena la situazione si era calmata la scena era devastante, sangue ovunque, gente senza scarpe con piedi insanguinati. Non ho mai vissuto una esperienza simile, la più brutta mai vissuta e lì per lì non sapendo cosa stesse succedendo, la prima cosa che pensi è “sto per morire”. L’unica cosa a cui riesci a pensare è “devo scappare”. Egoisticamente purtroppo pensi a salvare te stesso, e mentre scappavo vedevo a terra donne mamme bambini a terra. Una scena davvero straziante. Ora ho paura. Credo che non andrò più in una piazza a vedere una partita. Sono rimasto scosso. Questo è terrorismo psicologico.

Ogni cosa è un “pretesto” per avere paura. Non è tanto da dire, dopo il boato il panico totale, e immaginatevi una folla di 30 mila persone che scappa e cerca di salvarsi in ogni modo. Calpestandosi, schiacciandosi l’uno sull’altro.

04062017

6 Commenti

  1. Cosa spinge un saronnese ad andare a vedere la partita in piazza a Torino?
    Il maxischermo c’era anche a Saronno ed è stato tutto tranquillo. Senza calca, senza transenne. Una festa, a metà.

    • Certo uno puo`andare dove gli pare, pero` dove c’e` calca c’e` pericolo, soprattutto per i bimbi; se posso, io evito.
      Vero che le disgrazie possono avvenire dappertutto e se stai a guardare tutto non vivi piu`, ma io ho visto in tv immagini di bambini in carrozzina di pochi mesi/anni in piazza San Carlo a Torino dopo le 23.00.
      Le passioni dei genitori sono importanti, ma prima vengono le esigenze dei figli, sempre.

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