UBOLDO – “Con la pubblicazione sull’albo pretorio di un bando per manifestazione di interesse abbiamo appreso la volontà dell’Amministrazione di “Uboldo al centro” di affidare a terzi la gestione dell’aula polifunzionale”. Lo affermano i responsabili della lista d’opposizione “Uboldo civica”.

Se ne è parlato molto in questi anni, ma è servita l’interrogazione di Uboldo civica affinché, nel giro di qualche mese, l’Amministrazione chiarisse. Con la pubblicazione del bando emergono tutte le contraddizioni della Giunta Guzzetti sul destino dell’aula polifunzionale e dell’edificio di via San Martino, spazio pubblico che ha ospitato associazioni uboldesi con le loro attività e laboratori, la banda del paese, vari eventi culturali e incontri pubblici organizzati con grande libertà. Per capire è necessario fare un passo indietro, partendo da quanto scritto nel programma elettorale di Uboldo al centro, che vi aveva dedicato un punto specifico parlando della “realizzazione di “cà di giuin, la casa dei giovani”. In quel punto del programma si specificava “…vogliamo destinare l’aula polifunzionale ai nostri giovani e a tutte le iniziative artistiche e culturali che vorranno realizzare. Inoltre vogliamo che l’attuale aula polifunzionale diventi anche la Casa delle associazioni, la sede e il luogo dove ciascuna associazione possa riunirsi, praticare le proprie attività, secondo le proprie esigenze di spazio e di tempo”.

Un’idea certamente accattivante, di quelle che strappano voti, che prevedeva grande libertà di espressione artistica e culturale per i giovani e una grande e disinteressata ospitalità per le associazioni. A distanza di due anni e mezzo è tutto cambiato, a partire dal nome: il progetto ora si chiama “Casa dei talenti”. Le associazioni, con il pretesto dei lavori di riqualificazione del viale cimiteriale sono state invitate a lasciare gli spazi senza offrire loro alcuna soluzione – un pretesto, poiché ci risulta che all’associazione Uboldo arte non è stato chiesto di abbandonare i locali. Stessa sorte era già capitata alla banda musicale qualche tempo prima, anche se con motivazioni diverse, che oggi, a fronte della pubblicazione del bando, si dimostrano anch’esse quantomeno opinabili. Sono diversi gli aspetti del bando che ci hanno lasciati perplessi.
In primis, il cambio totale dell’obbiettivo rispetto alla volontà del programma elettorale, che oggi è principalmente quello di “favorire la formazione professionale per chi debba entrare o sia stato espulso dal mondo del lavoro”. Un bando che si dice aperto alle associazioni iscritte all’albo di Uboldo, ma che allo stesso tempo riserverà particolare attenzione per quelle che presenteranno un progetto insieme ad enti di formazione accreditati presso la Regione Lombardia. In sostanza, criteri che restringono significativamente la possibilità concreta per le associazioni di partecipare.

Anche l’impegno finanziario non è di poco conto per associazioni di volontariato, visto che è richiesta la stipula di una polizza assicurativa di 25 mila euro, oltre a doversi accollare la manutenzione ordinaria degli immobili. In contraddizione con le richieste avanzate alle associazioni che occupavano gli spazi e alla Banda musicale, ora l’Amministrazione sarebbe disponibile ad “accollarsi parte delle spese di funzionamento” per l’avvio delle attività e fino all’equilibrio economico. Dichiarazioni che lasciano intendere l’avvio di attività che non saranno esclusivamente di volontariato. Va aggiunto che anche i tempi strettissimi per la presentazione delle manifestazioni di interesse (solo quindici giorni), rendono molto difficile per le associazioni farsi avanti, se non per chi abbia già un progetto pronto. Dopo un anno in cui l’aula è stata lasciata vuota senza appartenti preoccupazioni, non si capisce la necessità di questa accelerazione: sarebbe stato meglio lasciare più tempo alle associazioni di organizzarsi e elaborare un progetto. Si scade infine in uno dei peggiori ammonimenti laddove, nelle “attività espletabili” la Giunta arriva a prescrivere che “ogni manifestazione o attività pubblica dovrà acquisire il parere di gradimento dell’Amministrazione”. Parole che aprono le porte ad un’eccessiva discrezionalità politica e che non avremmo più voluto vedere scritte in nessun documento pubblico, giacché sarebbero bastate poche regole specifiche, la Costituzione italiana con l’articolo 21 e le leggi dello Stato che regolano la libertà di espressione in tutte le sue forme.

In conclusione, a qualunque esito condurrà il bando, con tutta probabilità l’aula polifunzionale non sarà più uno spazio pubblico come è stato e avrebbe potuto essere, ripensato nei suoi spazi sia a favore delle associazioni uboldesi che della cittadinanza in generale, ed in particolare per i giovani. Certo non sarà quanto promesso nel programma elettorale di Uboldo al Centro, ulteriore esempio di come vinte le elezioni le promesse svaniscono. Più probabilmente, si trasformerà in uno spazio pubblico al servizio anche di soggetti privati, con un contorno associativo ad oggi indefinito. Che ciò sia un bene o meno, oggi non è dato sapere, ma a nostro avviso l’Amministrazione dovrebbe cercare di perseguire i suoi nuovi obiettivi in maniera diversa e mantenendo comunque le storiche funzioni dell’aula polifunzionale. Di fatto, siamo di fonte ad un’ulteriore promessa mancata.

05062017