SARONNO – Pubblichiamo integralmente la lettera con cui il presidente della fondazione che gestisce il teatro Paolo Pasqui e la vicepresidente Egle Prada annunciano le proprie dimissioni.

Care Amiche e Cari Amici del Teatro,
a poco più di un anno dall’inizio, l’avventura del Presidente e del Vicepresidente alla guida della Fondazione Giuditta Pasta volge al termine.

È stata un’esperienza impegnativa, dura, iniziata con la spiacevole scoperta di perdite non evidenziate in bilancio e con la necessità di rimontare un deficit patrimoniale di circa 140.000€ al 30 giugno 2016, che costituiva (e costituisce tuttora) possibile causa di estinzione della Fondazione stessa.

Sulla base di un budget triennale abbiamo tuttavia ottenuto dai competenti organi di controllo l’autorizzazione a proseguire l’attività, con l’impegno di attuare una seria ristrutturazione, che abbiamo realizzato soprattutto con la riduzione dei costi del personale, e pertanto anche grazie alla loro disponibilità a sottoscrivere un accordo collettivo.

Abbiamo modificato lo statuto della Fondazione e contribuito alla stesura della nuova Convenzione con il Comune, revisionato ed approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 e redatto quello al 30 giugno 2016.

Abbiamo acquisito un nuovo software per la biglietteria, atteso da anni, e iniziato un processo di rinnovamento dell’hardware, obsoleto; sta per essere attivato un nuovo sito web.
A gennaio abbiamo appreso che, diversamente dalle premesse iniziali, il contributo del Comune si sarebbe ridotto di ulteriori 50.000€ annui (100.000€ in meno rispetto al 2015), rendendo ancora più complesso il risanamento patrimoniale: nonostante questo, il preconsuntivo al 30 giugno 2017, seppure con i limiti di un forecast, dà confortanti segnali di tenuta.

In questo contesto si inserisce purtroppo un rapporto con la direzione artistica e con il terzo membro del Consiglio di Amministrazione che non è mai decollato, per evidenti e inconciliabili differenze, anche culturali: ciò ha comportato una conflittualità non fisiologica, che abbiamo sopportato per mero senso di responsabilità. Nei mesi scorsi abbiamo pertanto formulato all’Amministrazione comunale differenti ipotesi organizzative, che sono però state tacitamente respinte, e di ciò abbiamo dovuto prendere atto.

Come abbiamo preso atto che le modifiche allo statuto della Fondazione, deliberate dal consiglio comunale nella seduta del 30 maggio u.s., ci sono state comunicate solo in data odierna, a dimissioni già avvenute.

Per evidenti motivi di coerenza, seppur con grande rammarico, abbiamo quindi rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente e Vicepresidente della Fondazione Giuditta Pasta.
I progetti che avremmo voluto realizzare resteranno chiusi nel cassetto.

Auguriamo infine di tutto cuore al nostro Teatro di superare questo momento di difficoltà e di continuare ad essere, per la città di Saronno e per tutto il territorio, centro vitale per la promozione e la diffusione di cultura e di spettacoli di qualità.

08062017

20 Commenti

  1. Chiudono il teatro per dare 125.000 euro allo staff del sindaco che dobbiamo pagare perchè il sindaco non è capace di fare cio` per cui si e` candidato alle elezioni.

    • Ormai questo staff è più mitologico del mostro di Lockness.
      Aggiornati, lo staff non costa nulla.

      • “Lo staff non costa nulla” è persino più grossa de “il teatro va alla grande” di qualche giorno fa, seconda solo a “Trump sarà il più grande presidente degli USA”

  2. Booooom!
    Avanti così Saronno! Ormai persino Gerenzano ha eventi più attrattivi di quelli saronnesi.

  3. Ma come, leghisti contro leghisti? Anche Pellicini non ne esce bene…questa amministrazione e’ un disastro

  4. Con poche, pacate e argomentate parole Presidente e Vicepresidente sbugiardano un’intera amministrazione e abbandonano un Sindaco che aggiunge così un ulteriore ‘nulla di fatto’ alla già ricca collezione.

    • Se 100.000 euro in meno rispetto all’illuminata gestione PD, se 140.000 euro di deficit patrimoniale ereditato dalla gestione Mecca, se una stagione teatrale difficile ha comunque portato un bilancio poco sopra la parità, non si capisce dove lei veda il nulla di fatto.

  5. Alcune strutture come il Teatro, alcune attività come il trasporto pubblico sono fisiologicamente in perdita. Un Comune tiene in vita alcune realtà perchè l’investimento è di carattere sociale e culturale.
    Forme di aggregazione e rinascita o mantenimento in vita di una città.
    Poi non serve a niente lamentarsi dello spaccio in stazione. La città va fatta rinascere per renderla viva e sicura.
    Se dovesse chiudere il teatro sarà l’ennesima dimostrazione della pochezza di questa amministrazione che pensa di vivere in una riserva come gli indiani.
    A Saronno dovrebbe esserci un evento al giorno, concerti, incontri musica dal vivo mostre altro.
    I marciapiedi e le rotonde sono fondamentali, la sicurezza pure ma anche il resto.
    Una rotonda nuova e poi la sera me ne sto chiuso in casa

  6. Secondo me devono dimettersi ……. gli incompetenti che hanno diretto la nostra Kuuuultura per anni.

  7. Sono un vecchio e fedele abbonanato al Pasta, ho trovato nella casella postale questa lettera, che non fa presagire molto di buono per il futuro.
    Che la strada fosse tutta il salita si è capito alla conferenza stampa aperta a tutti dell’estate 2015, quando il vecchio cda ha presentato la Stagione, e il posto al tavolo riservato al Sindaco è rimasto maleducatamente vuoto.
    La Lega non ha mai fatto mistero di mal sopportare questo luogo e tutti i suoi frequentatori. Mi sfugge ancora il motivo.
    L’ultima stagione è stata raffazzonata e deludente. Non bisogna avere chissà quali informatori: basta conoscere il teatro, gli autori, le compagnie, aver conservato i vecchi programmi, per capire che sono state scelte compagnie con bassi ingaggi a discapito della scelta e della qualità.
    Il cartellone musicale era imbarazzante e infatti le serate musicali sono andate tutte quasi deserte. (Siamo appassionati di musica, e ci abbiamo messo la nostra buona volotà…) E’ stata tagliata la drammaturga Giuliana Musso, nonostante molti spettatori avessero chiesto espressamente di riproporla. E’ stata eliminata dopo anni la compagnia dell’operetta, una delle più brave d’Italia, per un ‘altra. Risultato: mancato il tutto esaurito, che invece accadeva sempre. cambiato inspiegabilmente anche il tipo di spettacolo del 31 dicembre. La tristezza si leggeva palpabile sugli spettatori nel cortile al brndisi di mezzanotte. Che dire? Si vuole far morire l’unica attrattiva di valore per molti cittadini saronnesi, di una certa età, che trovano nel teatro uno stimolo per uscire, informarsi, divertirsi, incontrare persone, che mi sembrano gli elementi alla base di una società sana.
    Un abbraccio allo staff, in particolare le signorine della biglietteria: tutti non hanno mai mancato di trasmettere la loro passione per il teatro, e di servirci e assisterci con gentilezza quasi di altri tempi.

  8. Chiedemmo i bilanci della Fondazione, come la legge permette e che la Fondazione è obbligata a rendere noti, mai ricevuto risposta. Senza trasparenza è meglio caliate il sipario.

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