SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota dell’Amministrazione comunale in merito alle dimissioni del presidente del Cda del teatro Paolo Pasqui e della vicepresidente Egle Prada.
“Prendiamo atto con rammarico della conferma delle dimissioni del dottor Paolo Pasqui e della dottoressa Egle Prada dal Cda della Fondazione. Dimissioni che arrivano dopo un lasso di tempo durante il quale si sono raggiunti diversi risultati positivi, come il rilancio del Teatro e il netto miglioramento del conto economico.

Sin dalla campagna elettorale della primavera 2015 abbiamo ribadito che i costi per sostenere la Fondazione erano fuori controllo e che si sarebbe dovuto intervenire effettuando delle verifiche gestionali, contabili e amministrative. Una linea peraltro tracciata anche dal parere della Corte dei conti.

Fondazione che costava, all’atto del nostro insediamento, circa 300mila euro l’anno alle casse del Comune. Nominato nella primavera del 2016 il nuovo Consiglio di Amministrazione, ci siamo subito messi al lavoro per risolvere tutta una serie di problematiche, facendo in modo che il nuovo Cda mettesse innanzitutto mano ai bilanci col fine di migliorare il bilancio economico. La sorpresa negativa è stata di trovare il fondo di gestione di 52mila euro azzerato e un ulteriore riconosciuto passivo di circa 140mila euro. Come da impegni elettorali abbiamo ridotto il contributo del Comune alla Fondazione; da 280mila euro nel 2015 siamo scesi a 210mila euro nel 2016 e a 160mila nel 2017, in conseguenza della riduzione dei contributi a nostro favore, da parte dello Stato, di un milione e 800mila euro. L’esperienza del nuovo Cda partiva dunque già in salita, ma nonostante le critiche ricevute da parte delle minoranze ha da subito garantito addirittura più spettacoli e servizi rispetto alla precedente gestione.

Lo scorso mese di aprile il Cda ha presentato all’Amministrazione una prima bozza sull’andamento della stagione con i relativi numeri dalla quale si evinceva un trend positivo, rimandando a un successivo incontro una bozza più precisa sull’anno finanziario, bozza che confermava la positività del pre consuntivo dell’anno 2017. In quella occasione, a sorpresa, siamo venuti a conoscenza della volontà del presidente di trovare una differente figura, rispetto all’attuale, che si occupasse della direzione artistica. Abbiamo allora convocato il Cda e il direttore artistico per cercare di capire le improvvise criticità sopraggiunte ed effettuare un tentativo di riconciliazione, nell’interesse della Fondazione e del teatro stesso, a fronte di un programma 2017/2018 in avanzata fase di completamento. Tentativo che però non ha dato gli esiti sperati.

Dispiace di dover prendere atto che in questa situazione hanno prevalso aspetti diversi dalle rispettive professionalità dimenticando l’obiettivo che si sta faticosamente raggiungendo, ovvero la continuità della Fondazione, della stagione teatrale e il sostegno dell’attività culturale del Comune, effettuata nello specifico con un dimezzamento dei costi che gravano, è bene ricordarlo, sulle spalle dei saronnesi.

Visti i risultati incoraggianti comunque raggiunti e nonostante questa situazione confermo quanto già detto in Consiglio comunale pochi giorni fa, ovvero la nostra volontà di continuare l’esperienza con la fondazione affinché nulla venga tolto ai saronnesi, agli studenti, agli appassionati di teatro, per fare in modo che la Fondazione e il teatro continuino la propria avventura: di conseguenza nei prossimi giorni saranno nominati i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione.

In ogni caso va dato atto ai membri dimissionari di aver raggiunto un risultato positivo in una situazione molto difficile, e per questo l’Amministrazione comunale non può che ringraziarli.

(foto archivio)

09062017

4 Commenti

  1. Qui siamo alla patologica negazione della realtà.
    E mancano ancora tre esaltantissimi anni, dai che ci divertiamo!

  2. Potrebbe essere interessante cominciare ad esibire i bilanci a supporto delle dichiarazioni….fino a quel momento le parole non valgono nulla.

  3. Ma una persona come Paolo Pasqui che nella veste di Presidente chiede per la Fondazione di cui e’ referente un cambio di Direzione artistica non fa pensare?

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