SARONNO – La Guardia di Finanza di Saronno ha recentemente concluso un’attività di polizia tributaria nei confronti di una società operante nel settore dei trasporti pubblici e privati, affidataria anche della gestione di piccoli appalti nel settore dei trasporti per alcuni comuni dell’hinterland milanese e varesino.

L’attività di servizio è scaturita dall’analisi dei dati presenti nelle numerose banche dati in uso al Corpo e dall’attività di contrasto al fenomeno delle frodi fiscali.

Nel corso della verifica fiscale è stato accertato, tra l’altro, che l’imprenditore emetteva regolarmente i documenti fiscali senza presentare alcuna dichiarazione fiscale, limitandosi ad inoltrare al fisco solamente il modello 770 relativo al personale dipendente. Questo adempimento, però, è risultato solo formalmente assolto, perché l’ingegnoso contribuente, attraverso artifici contabili aveva creato degli inesistenti crediti di imposta, che venivano utilizzati sistematicamente per compensare i debiti che aveva con l’erario derivanti dalle trattenute fiscali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori, con un conseguente ulteriore danno per le casse dello Stato per ritenute Irpef operate e non versate per circa 250 mila euro.

Tale stratagemma permetteva di praticare dei prezzi di mercato sicuramente più vantaggiosi, tali da assicurarsi una notevole mole di lavoro a scapito della leale concorrenza.

Per questo motivo si è resa necessaria un’attività istruttoria che ha permesso ai finanzieri di ricostruire analiticamente l’effettivo volume d’affari realizzato dall’impresa. Al termine dell’attività ispettiva le Fiamme Gialle saronnesi hanno recuperato a tassazione oltre 5 milioni di ricavi non dichiarati e constatata Iva evasa per più di 500 mila euro.

L’attuale amministratore della società ed il suo predecessore sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di omessa dichiarazione ed indebite compensazioni d’imposta.

Il contrasto al sommerso d’azienda costituisce una linea d’azione di primaria importanza nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo, non solo per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli Enti locali, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge attività “in nero”.

20062017

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