SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota inviata dai Popolari in merito alle accuse mosse dalla Lega Nord in merito alla loro collaborazione con la maggioranza.

In relazione a quanto affermato qualche giorno fa dalla Lega per bocca del suo neo segretario Claudio Sala, i Popolari per Saronno tengono a precisare che:
– non è mai stata formulata dal nostro gruppo alcuna richiesta di partecipazione al governo della città che prevedesse un nostro ingresso in Giunta o nelle società partecipate;
– il programma del Sindaco Fagioli che abbiamo appoggiato al ballottaggio comprendeva indicazioni di massima volte al contenimento e alla gestione dei fenomeni migratori non certo la loro definizione tout court come “clandestini” né tantomeno la contrarietà a priori a legittime iniziative di accoglienza del privato sociale alle quali come Popolari plaudiamo;
– per quanto riguarda il Teatro Giuditta Pasta nel programma era indicato l’obiettivo dell’autosufficienza economica e del pareggio tendenziale di bilancio – obiettivo che condividiamo – ma non a prezzo del decremento del numero di spettatori e della qualità degli spettacoli proposti;

Se qualche esponente popolare ha partecipato in questi due anni ad avvisi pubblici promossi dal Comune di Saronno per posizioni funzionariali o dirigenziali lo ha fatto nella sua legittima autonomia decisionale e nel pieno rispetto della Legge. Non cogliamo dunque il senso di questo riferimento che nulla ha che fare con la politica.

La presenza di nostri aderenti nelle commissioni consigliari – prima in due, poi in quattro su precisa richiesta della Lega – si è sempre configurata come un servizio volontario alla città, senza alcun potere decisionale né contropartita, visti i compiti esclusivamente consultivi delle commissioni peraltro ben di rado convocate.

Dunque nessun ricerca di cadreghe, cadreghette e strapuntini. Continueremo in altre forme a partecipare alla vita della comunità cittadina come del resto abbiamo sempre fatto.

22062017

11 Commenti

  1. Dopotutto, la vostra dipartita ha permesso a SAC di surrogarvi nelle commissioni. Quindi delle due l’una, o in SAC non ci sono più cattolici popolari, o se ce ne fossero a questo punto si sono tutti “leghizzati”.

  2. Perché si persevera nel trovare a tutti i costi una logica giustificazione al comportamento ondivago assunto? I presagi che si prefiguravano per i Popolari con l’insediamento della Lega hanno avuto nel tempo una sconfessione plateale che gli esperti dello stesso gruppo avrebbero dovuto saper gestire con serena obiettività, tralasciando opportunistiche velleità, pur sapendo delle carenze organizzative della Lega. Gli errori strategici presentano il conto non soltanto di sabato ma anche nel resto della settimana.

  3. Beh, però, nel frattempo, nonostante tutto, fino ad ora, per ben due anni, hanno avuto ben 4 “commissari” in maggioranza.
    E questo cosa significa?
    A casa mia: cadreghe, cadreghette e strapuntini.

    Analogamente lo stesso discorso se non peggio vale per SAC:
    – 1 consigliere comunale che però siede nei banchi d’opposizione, come corretto che sia visto l’esito elettorale e il non apparentamento con la Lega.
    Però hanno:
    – 2 assessori (tra cui uno addirittura ex-candidato sindaco)
    – 1 “commissario” per ogni commissione in maggioranza
    E questo cosa significa?
    A casa mia: CADREGHE, CADREGHETTE e STRAPUNTINI.
    …ovviamente il tutto scritto in maiuscolo!
    Saluti.

  4. Gli amori nascono, gli amori finiscono, e la ragione o il torto non stanno mai da una parte sola, se si guarda con occhio critico.
    Gli alleati della Lega al ballottaggio, Popolari e Forza Italia assomigliano alle servette di 100 anni fa, corteggiate e usate dai padroni di casa per i loro divertimenti, ma ripudiate subito dopo. La terza servetta, SAC cede ancora alle voglie del padrone per paura di perdere il posto di lavoro.
    Che tristezza…
    Che vergogna…

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