LAZZATE / COGLIATE – “Il vento sta cambiando in Brianza, non solo per la vittoria della Lega e del centrodestra a Monza, Meda e Lentate, ma anche perché la sveglia è suonata un po’ per tutti. Sindaci del Partito Democratico compresi” Inizia così l’intervento di Andrea Monti, consigliere provinciale della Lega Nord e esponente leghista di Lazzate, sul tema migranti.

Anche il ministro Minniti si è accorto che così non va. L’emergenza sbarchi, con il conseguente codazzo della mastodontica rete di accoglienza, quella che ci costa svariati miliardi di euro, non ha più dimensioni sostenibili. Noi della Lega lo diciamo da un pezzo, ora cominciano a darci ragione. Oggi pomeriggio è in programma un’assemblea dei sindaci, convocata dal vice-presidente vicario Roberto Invernizzi, con un solo punto all’ordine del giorno: aggiornamenti in merito alla gestione dell’ospitalità in Brianza per cittadini stranieri e minori richiedenti protezione internazionale. Interviene il prefetto di Monza e della Brianza, Giovanna Vilasi.

Per questo motivo, insieme ad alcuni sindaci della Brianza, compreso il neo-sindaco di Monza, Dario Allevi, abbiamo preparato un documento da sottoporre all’attenzione dell’Assemblea dei sindaci e del prefetto, con la speranza che venga condiviso e approvato. Le richieste sono semplici e di assoluto buon senso. Mirano ad ottenere più collaborazione e trasparenza nell’affrontare in futuro il collocamento dei richiedenti protezione internazionale. Tre i capisaldi del documento: che ci sia sempre un parere preventivo dei sindaci prima di procedere al trasferimento dei richiedenti asilo sul territorio comunale; che ci sia un report mensile con numeri aggiornati dei richiedenti asilo ospitati in Brianza, quelli la cui domanda è già stata vagliata, i soggetti economici coinvolti nell’accoglienza e una contabilità aggiornata dei costi; e che ci sia l’impegno ad individuare una soluzione per la gestione degli stranieri minori non accompagnati, che però non gravi su bilanci e strutture comunali.

L’obiettivo è che non si vengano più a creare delle situazioni come quelle di via Asiago a Monza, dove un mancato e preventivo coinvolgimento del sindaco, quale primo rappresentante e conoscitore della comunità che rappresenta, ha determinato una concentrazione inaccettabile, che ha poi generato moltissimi problemi. Voglio sperare che la Prefettura non rimanga sorda a questo appello, perché non ascoltare i sindaci significherebbe non sono essere sordi verso le istituzioni, ma soprattutto verso le migliaia di cittadini che rappresentano.

11072017