SARONNO – Troppe le associazioni e gli enti che si costituiscono parte civile e così il giudice è costretto a rinviare l’udienza preliminare per il caso delle morti sospette al pronto soccorso dell’ospedale di Saronno.

Stamattina l’appuntamento era fissato alle 9 al palazzo di giustizia di Busto Arsizio: si è andati avanti malgrado l’astensione di alcuni avvocati ma a bloccare i lavori è stato l’elevato numero di richieste di costituzione di parte civile che il giudice Sara Cipolla dovrà esaminare e decidere se ammettere. Si riprenderà martedì prossimo 25 luglio.

Presente in aula il medico Leonardo Cazzaniga mentre non ha lasciato il carcere la sua compagna l’infermiera Laura Taroni. Ad assistere all’udienza anche la sorella di Massimo Guerra marito della Taroni per la cui morte è stata accusata l’infermiera e i familiari di diverse vittime. A presentare la richiesta di essere ammesse come parti civili tra gli altri anche il Codacons, l’associazione Codici, l’ordine dei medici di Milano e la Federazione nazionale dei Collegi Ipavsi ossia infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia).

La vicenda è quella che ha visto i riflettori della stampa nazionale puntati sulla città degli amaretti per quasi un mese. Ossia il caso del medico Leonardo Cazzaniga, al quale sono stati contestati quattro decessi ed in carcere dal novembre scorso dopo l’arresto da parte dei carabinieri della Compagnia saronnese, e per gli altri imputati a vario titolo indagati nell’operazione “Angeli e demoni”, personale ospedaliero che deve rispondere di favoreggiamento ed omissioni ad iniziare dall’ex primario del pronto soccorso Nicola Scoppetta, ci saranno le richieste di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore, Maria Cristina Ria. Richieste di rinvio a giudizio che sono in tutto quattordici. Cazzaniga, assieme alla compagna, l’infermiera Laura Taroni anch’essa a suo tempo arrestata, deve rispondere anche della morte del marito della Taroni, Massimo Guerra.

Non a caso per l’udienza preliminare al tribunale di Busto Arsizio erano state previste misure straordinarie anche per gestire la presenza di telecamere e giornalisti.

18072017

3 Commenti

    • commento fuori luogo e, come al solito, tutti giudici di qualcun altro, basta che non riguardi se stessi, perchè, in questo caso, si tirano fuori i diritti sino all’antica grecia.
      Se gli avvocati hanno indetto uno sciopero avranno le loro ragioni. A parte il fatto che un avvocato non può essere licenziato.
      Ignoranza (da ignorare) assoluta.

  1. I giudici di pace hanno scioperato a Pasqua per 10 giorni, 21 giorni a giugno e stanno scioperando 21 giorni a luglio. Chi non sciopera rinvia le cause degli altri giudici e le proprie, ma così risultano iperproduttivi perché contano come udienze. Altri si danno per malati. Questo è lo stato della giustizia in Italia.

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