SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento della lista civica [email protected] in merito al futuro dell’ex Isotta Fraschini, area dismessa di via Milano, dopo la sentenza del Tar di Milano sull’azione legale che ha visto protagonisti la proprietà e l’Amministrazione comunale.

Nella scorsa settimana ha brevemente serpeggiato sul web la notizia che il Comune di Saronno avesse perso la causa intentata dalla società Galileo in merito al divieto di costruire un centro commerciale nell’area ex-Isotta Fraschini. La fibrillazione è durata poco, perché a una più attenta lettura della sentenza si è capito che le cose sono andate molto meglio di quanto inizialmente emerso. La buona notizia è che il Comune non dovrà pagare un euro dei 40 milioni di euro chiesti da Galileo a titolo di risarcimento. La cattiva è che, di fatto, la richiesta del tribunale a “motivare meglio” il divieto generalizzato di costruzione di nuovi centri commerciali su tutto il territorio saronnese fa decadere questa norma, per cui a oggi Galileo potrebbe avere diritto a far partire i lavori. E qui entra i gioco la nuova amministrazione leghista: spetta a loro confermare questo divieto oppure dare il via libera alla costruzione del centro commerciale.
Chi come noi ha fatto parte della maggioranza che ha steso il Pgt vigente, durante l’Amministrazione Porro, sa molto bene quanto sia stato difficile stabilire le regole per l’area ex-Isotta (sostanzialmente, sono richieste una progettazione comune per i tre lotti di cui è composta e la predisposizione di un Accordo di Programma necessario per coinvolgere Regione Lombardia, a cui spettano le decisioni in merito al rapporto tra città e ferrovia, che il PGT prevede di migliorare), e come sia stato molto importante individuare linee guida tese a valorizzare soprattutto l’interesse pubblico e la sostenibilità ambientale, in particolare prevedendo una grande area verde.
In questo senso, il punto 29 della sentenza emessa dal Tar è un vero manifesto d’intenti:
In questo quadro si deve ritenere che, nell’effettuare le scelte di pianificazione territoriale, l’amministrazione non possa essere vincolata dalla necessità di garantire la redditività dell’attività di trasformazione delle aree che compongono il territorio comunale, dovendo tali scelte essere esclusivamente funzionali al perseguimento dell’interesse generale volto ad assicurare un ordinato sviluppo dello stesso territorio complessivamente inteso”.

È un fatto, quindi, che il Pgt vigente abbia saputo difendere il territorio dalla costruzione di un centro commerciale che, ancora oggi, consideriamo un intervento che avrebbe irrimediabilmente compromesso la già ipercritica viabilità di via Varese e della città, con le relative conseguenze a livello di aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico. Inoltre, avrebbe potuto mettere una pietra tombale sul commercio locale saronnese – già così sofferente. Chi vive a Saronno sa bene di cosa parliamo.
Questo va detto e rivendicato con forza, perché stendere il Pgt è stato un percorso faticoso e senz’altro migliorabile, ma che ha visto anche infamanti accuse di voler cementificare la città in nome dell’interesse privato. La sentenza dice chiaramente che la verità è esattamente l’opposto, anzi che il Pgt è persino troppo restrittivo.

La palla passa ora all’Amministrazione Fagioli, che deve decidere se confermare o meno quanto stabilito nel Pgt. L’invito dell’assessore all’Urbanistica della giunta Fagioli, Maria Elena Pellicciotta, a riflettere nuovamente sull’accoglimento di questa possibilità ci vede senz’altro fortemente contrari. Le ragioni le abbiamo già ampiamente espresse durante la stesura del Pgt e brevemente motivate in questa nota.

Noi, ovviamente, speriamo che l’amministrazione comunale ribadisca il divieto e che si possa trovare per quest’area cruciale una soluzione migliore e condivisa che metta fortemente al centro dell’azione politica i reali bisogni della città. Un centro commerciale, sicuramente, non lo è”

(foto archivio: foto interna del fotografo Edio Bison)

19072017

 

15 Commenti

  1. Cioè , insomma , quindi , dunque , alla fine …. avete bloccato lo sviluppo di una città per 10 anni……. perdendo pure la causa. Complimentoni

  2. Il commercio in centro è finito a prescindere dai centri commerciali che ormai hanno invaso il territorio e che comunque danneggiano Saronno a vantaggio dei comuni vicini non ultimo Uboldo che come Gerenzano costruiscono al confine con Saronno.
    Incassano le tasse e le rogne sono nostre.

  3. prima di sparare nel mucchio sarebbe meglio leggere, comprendere ed informarsi.
    così si fa solo “al lupo, al lupo”
    e si rischia di cadere nel ridicolo, come già capitato a TuaSaronno

  4. Ammesso e non concesso che se il tar ha dato ragione ai proprietari un buon motivo ci sarà e non sarà certo [email protected] a decidere cosa si deve o non si deve fare.Finiamola con la cecità dilagante il mondo si evolve invece Saronno ha smesso di evolversi 8 anni fa.
    Fatta la premessa,si sono accorti di con chi si stanno configurando?no perchè per me avete proprio perso tempo….?

  5. non può difendere la città dai centri commerciali, è troppo impegnata a rovinarla con i nuovi palazzi che verranno costruiti in piazza Unità-Aviatori e in via Pusterla.

  6. “Noi, ovviamente, speriamo che l’amministrazione comunale ribadisca il divieto e che si possa trovare per quest’area cruciale una soluzione migliore e condivisa che metta fortemente al centro dell’azione politica i reali bisogni della città.”

    Tipo ?!? … cosa?!?

  7. Si costruisca 1/4 area commerciale, 1/4 parcheggio multipiano gratuito ad uso pubblico, 1/4 parco cittadino, giochi bimbi ed Area Feste se ci sta anche un grande Teatro/Cinema multisala ed 1/4 palazzi residenziali.
    Oppure
    FNM acquisti tutta l’area e porti lavoro industriale a Saronno. Officina assemblaggio, riparazione, verniciatura, pulitura e riparazione treni e carrozze. Potrebbe risollevare anche le sorti di una miriade di imprese terziste locali: meccaniche, termotecniche, elettroniche. Il nodo più importante di FNM al centro fra Milano, Varese, Como e Novara sarebbe così ben valorizzato e ripagato in termini di posti di lavoro locali.

    La palla ora a chi dovrà trattare e modificare il PGT.

  8. Secondo i commenti, possiamo dire addio all’unica possibilità, che ancora resta a Saronno, di avere un’area verde. Meglio 10.000 auto in più che transitano sulla varesina, molto lungimiranti. Ci saranno un sacco di bambini con crisi respiratorie in più, ma chi se ne frega..
    Ricordo che a Saronno ci sono almeno 1.000 appartamenti vuoti. a che ci servono altre case?

    • probabilmente si preferisce che le 10000 auto di saronnesi vadano in fila al centro ad Arese.

      Continuiamo pure a pagare pegno ai bottegai saronnesi, ma non tiriamo in ballo crisi respiratorie di poveri bambini, accompagnati a scuola rigorosamente in auto

  9. Lavoro! Che ne dite è importante dare posti di lavoro o è importante avere un parco che diventi zona di spaccio e dia un altro tipo di lavoro?

    • Credo che il problema più importante che riguarda non solo Saronno ma tutta italia è il LAVORO, svegliatevi tutti prima che sia troppo tardi.bisogna incentivare insediamenti produttivi,non centri commerciali che vendono schifezze d’altri continenti.

  10. Sono d’accordo con le proposte del “Cittadino”.Circa poi i danni derivanti dall’aumento del traffico, ricordo che il prossimo futuro è per le auto con motore ibrido e in un futuro non lontano saranno completamente elettriche.

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