SARONNO – Saranno realizzati stamattina i primi sopralluoghi per quantificare i danni provocati dall’incendio avvenuto ieri sera a Villa Gianetta sede di rappresentanza del Comune.

Secondo quanto trapelato nelle ultime ore dovrebbe essere salve, dai danni del fuoco e del fumo, le opere del centro studi sul chiarismo che ha sede al piano terra della Villa. Completamente da recuperare invece il maxi portone di legno del retro ed un paio di finestre e serramenti. Da quantificare i danni provocati dal fumo sulle parete e sulla facciata esterne e negli interni ed eventualmente i danni provocati dall’acqua, utilizzata dai pompieri per spegnere le fiamme, sul parquet. Ovviamente la zona è stata transennata con nastro bianco e rosso per evitare rischi per i curiosi.

Per quanto riguarda gli uffici di Saronno Servizi, situati al primo piano, i danni dovrebbero essere limitati a quelli provocati dal fumo. Oggi la società, ieri letteralmente in prima linea in tutte le operazioni di spegnimento e nei primi controlli con il direttore generale Giordano Romano, sarà normale operativa su tutti i fronti dagli sportelli in villa Gianetti agli uffici in Villa.

Ma cosa è accaduto? Ieri sera prima delle 19 le fiamme sono divampate nel gazebo esterno posizionato nella parte posteriore della sede di rappresentanza di via Roma. Alte fiamme hanno avvolto la struttura, dalle pareti di plexyglass e al pavimento di legno, fino ad incenerirla completamente. Una densa colonna di fumo si è alzata dietro Villa Gianetti creando molta preoccupazione in città e una vera e propria colonna di saronnesi che andava a vedere cosa stesse succedendo. Mobilitati vigili del fuoco, croce rossa, carabinieri e polizia locale. Sul posto anche il vicesindaco Pier Angela Vanzulli e l’assessore Francesco Banfi.

20072017

8 Commenti

  1. Cerchiamo di vedere l’unico aspetto positivo della storia.

    Finalmente l’A.P. dovra’ prendersi cura “seriamente” della villa e del suo giardino e non limitarsi a mantenerla in quello stato di mediocrita’ in cui si trova.

    Credo che se l’opera di restauro verra’ gestita bene, questa e’ l’occasione giusta per far tornare la villa ai fasti iniziali. Cominciando dalla rimozione di quelle orribili tapparelle marroni.

    Il gazebo era un obrobrio ma poteva essere rimosso in altri modi.

  2. Questo grave e spiacevole incidente fa il paio con l’incendio occorso 10 anni fa a Palazzo Visconti. In entrambi i casi l’incuria e lo stato di semiabbandono hanno amplificato il danno se non l’hanno direttamente procurato. Se infatti il bar fosse stato operativo certamente un incendio del genere non si sarebbe sviluppato alle sette di sera. Invito l’Amministrazione Comunale a scuotersi dalla sua colpevole inerzia e a mettere subito mano a un piano straordinario di riordino e riqualificazione degli immobili comunali a partire dai due citati prima che diventino irrecuperabili. E nessuno tiri fuori la scusa delle risorse, non siamo all’asilo Mariuccia. E’ questione di scelte.

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