CISLAGO – Normalmente integrato, con un lavoro da saldatore ed una casa a Cislago, senza alcun precedente penale. Questo è il profilo del 31enne fermato martedì dai carabinieri all’aeroporto di Malpensa e ritenuto responsabile dell’omicidio Jalel Chamki, 25 enne, ucciso a coltellate lo scorso 25 giugno davanti ad una pizzeria/kebab di Cislago. I dettagli sono stati resi noti direttamente nella conferenza stampa in Procura a Busto Arsizio, dove il sostituto procuratore Francesca Gentilini, il maggiore dei carabinieri Paolo Tiadina e il colonnello Claudio Cappello hanno chiarito l’evoluzione dell’operazione che ha portato all’arresto. Le prove raccolte sulla scena del crimine (un coltellino svizzero sporco di sangue e il collo di una bottiglia, sui quali sono ancora in corso gli esami tecnici) e le testimonianze di quella sera hanno portato gli investigatori ad identificarlo. L’uomo era tornato in Tunisia, passando per la Francia, il mattino seguente, senza peraltro incontrare alcun ostacolo, visto che era in possesso di documenti regolari. Gli investigatori, presupponendo, a ragione, che sarebbe tornato in Italia, hanno diramato un comunicato alle autorità aeroportuali per verificare i passeggeri in entrata dalla Tunisia. Martedì 25 luglio, la svolta, con l’arrivo dell’aereo con a bordo il 31enne. Sui motivi della fatale aggressione, sono ancora in corso le indagini. Il 25 giugno era sicuramente una giornata particolare, perché la comunità musulmana festeggiava la fine del ramadan e i presenti hanno descritto una situazione molto euforica e agitata che, forse anche a causa degli effetti dell’alcol consumato, sarebbe degenerata in rissa e poi omicidio.

27072017