CISLAGO – La posizione del sospetto omicida, arrestato dai carabinieri martedì all’aeroporto di Malpensa perché ritenuto coinvolto nell’assassinio di Jalel Chamki, è ancora ampiamente al vaglio delle autorità. Si attende l’esito dei test del Nucleo Ris di Parma sui due reperti più importanti, ovvero il coltellino svizzero ed il collo di bottiglia sporco di sangue recuperati nei pressi della panchina dove si era accasciato il tunisino. Sui due oggetti i militari stanno cercando le impronte digitali, per capire chi abbia impugnato che cosa, e l’origine delle tracce ematiche al fine di dimostrare a chi appartiene il sangue trovato sul coltello. Il medico legale infatti non ha potuto stabilire se la ferita da arma da taglio che ha ucciso Chamki sia stata inferta con una lama o con un pezzo di vetro. Nonostante i testimoni, la dinamica del delitto deve ancora essere chiarita e dalla dinamica sicuramente deriveranno le accuse per il 31enne fermato martedì appena atterrato con un volo dalla Tunisia. I risultati delle analisi tecniche e l’interrogatorio condotto in carcere a Busto Arsizio dal Pubblico Ministero Francesca Gentilini e dal Giudice delle indagini preliminari cercheranno di stabilire se si è tratto di omicidio oppure di eccesso di legittima difesa.

29072017