SARONNO – “Siamo ospiti in un cortile di cui ringraziamo i proprietari; i cortili sono il segno che le nostre città arrivano da una storia e da tradizioni, come quella di festeggiare santa Marta”

Così il prevosto monsignor Armando Cattaneo ha iniziato la propria omelia durante la celebrazione della messa in vicolo Santa Marta che si è tenuto venerdì 28 luglio con un giorno d’anticipo rispetto al giorno in cui si ricorda la santa.

“Nei cortili si mischiava la vita delle persone. Io stesso sono nato in un cortile e, se c’era bisogno di qualcosa di cui non si disponeva subito, la mamma mi mandava a chiedere a qualcuno dei vicini: si sapeva chi poteva avere quella data cosa e chi no”. E non manca un omaggio alle donne: “Marta è l’emblema delle donne: laboriosa, devota, capace di fare tutto per la casa. Più che dal Vangelo odierno, per Marta, comunque una protagonista dei vangeli, prendo spunto da una festa che lei e sua sorella Maria organizzano per ringraziare Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Una grande cena che ha mischiato, come spesso capita nella vita, gioia e tragicità: gioia per la risurrezione di Lazzaro, tragicità perché da lì ad una settimana -era sabato- Gesù sarebbe stato crocifisso, morto, sepolto e risorto”.

Alla messa accanto a molti saronnesi e all’organizzatrice l’instancabile Mariangela Pagani erano presenti gli assessori Francesco Banfi e Dario Lonardoni con il presidente del consiglio comunale Raffaele Fagioli.

31072017