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Alfonso Indelicato: una proposta per il lavoro giovanile

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SARONNO – Dal consigliere comunale saronnese Alfonso Indelicato nel suo ruolo di responsabile del Dipartimento scuola di Fratelli d’Italia-An per la Lombardia, una proposta per favorire l’ingresso dei giovani italiani nel mondo del lavoro nel Sistema Italia e Sistema Europa.

Perché costringere i nostri studenti a durar fatica sui banchi di scuola – anzi a “incumbere in studium”, come dicevano quei matusa dei padri latini – per quattro lunghi anni? Essendo lo scopo dichiarato dalla ministra Fedeli (nonché della sottosegretaria D’Onghia intervenuta da par sua nella questione) quello di permettere ai ragazzi italiani l’ingresso nel mondo del lavoro in modo non svantaggioso rispetto agli altri diplomati europei, perché non giocare d’anticipo, rilasciando tale diploma dopo soli tre anni? In questo modo i nostri giovani sarebbero favoriti, potendo iniziare il loro percorso lavorativo prima degli altri.

Ma, qualcuno potrebbe osservare, avrebbero così un anno di preparazione in meno. Osservazione solo apparentemente corretta, perché nella società d’oggi, quello che conta non è il sapere, ma l’essere certificati. Un bel “portfolio” che certifichi quello che i nostri studenti (non) sanno fare, e possono andare dappertutto. Tanto, poi, il mestiere glielo insegneranno sul campo, cioè negli uffici, nei cantieri, nelle officine.

E ci si lasci dire: quanto vetuste, prima ancora che ingiuste, appaiono le critiche contro il progetto che la ministra, peraltro con il sostegno di parte dell’opposizione, ha messo in cantiere! Il laudator temporis acti, tra l’altro, non tiene conto del fatto che la trasmissione della cultura è oggi ben differente dai tempi che Berta filava, quando banco e calamaio potevano avere un senso. Oggi l’istruzione è smart: si raccoglie qua e là dal web, dalle chat, da skype e whatsapp; si nutre di warming up, cooling off, life skill, problem solving.

Ma a ben vedere, è la stessa figura del docente ad essere oggi obsoleta. Cosa c’è di più pretenzioso e insieme risibile della lezione ex cathedra, quando il sapere oggi si sugge da una pluralità di agenzie, possibilmente viaggiando in Erasmus, e dura tutta la vita (“lifelong learning”)? Quando lo stesso concetto di “conoscenza” – inanimato concetto invero – è superato in favore di quelli di “competenza” e “abilità”? E poi, lo si ammetta, cosa sono mai questi insegnanti italiani? Dei cacadubbi che da vent’anni a questa parte si mettono di traverso a tutte le riforme, dei riottosi che mettono in discussione il ruolo dei Dirigenti i quali di tali riforme sono i veri pilastri, degli accidiosi che vorrebbero la cattedra sotto casa, dei piagnoni che si querelano sempre per lo scarso stipendio, dimentichi dei tre mesi di vacanza e dei pomeriggi liberi nei quali se la spassano, sornioni e protervi.

E ora in breve, la ricetta anticipata nel titolo: tre anni di studi superiori, e-learning da casa (così si risolve anche il problema degli edifici scolastici che crollano) e diploma inviato sulla PEC previo superamento di un questionario on line. Rigorosamente, quest’ultimo, a risposta chiusa. O per meglio dire: “yes-and-no question”.

Alfonso Indelicato
responsabile del Dipartimento scuola di Fdi-An della Lombardia

02092017

5 Commenti

  1. Indelicato pensa un po’ di più a Saronno. Segui il programma per cui sei stato eletto e proponi argomenti che risolvano problemi sulla città, sei il meno peggio della maggioranza.

    • Caro Armando, cercherò di seguire il Suo consiglio. Ma credo che a Saronno vivano alcune centinaia di insegnanti, con le rispettive famiglie. Non crede che a loro interessi qualche riflessione sulla scuola? Saluti

      • non credo che fortunatamente a quegli insegnanti servano le sue considerazioni. Non si creda così importante….

      • Per fortuna che c’è qualcuno che con i suoi comunicati cerca di aprire la mente su quello che stanno cercando di fare (ormai fatto) ai giovani: lasciarli capre ignoranti, succubi delle stupidate dei social network, comodi per essere sfruttati e comandati da chi invece figlio di qualche illuminato si riempe di cultura. Si sà però, il mondo è sempre andato così e così continuerà ad essere, cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella. Evviva il 30ennio dove lì sì che si voleva veramente istruire la gente.
        Però professori molte colpe sono soprattutto vostre: regalate promozioni e diplomi a chi non studia, il voto era il vostro strumento per selezionare; avete reso chi si impegna e si accultura uguale a chi mentre fa lezione gioca tutto il tempo con il telefono. Avete reso uguale chi fa l’esame avendo studiato a chi lo copia interamente da google… Dovete BOCCIARE! Le capre che vadano a zappare e fare lavori a loro consoni.

  2. C’è chi vorrebbe dare il voto e la Patente di guida a 16 anni, pensi Lei.
    Se le scuole “Medie” Italiane non fossero quel buco nero dove molti ragazzi si perdono sia per il loro momento naturale di maturazione sia per una strana e buonista legge scolastica e sopratutto applicazione da parte degli insegnanti. Nel senso che proprio in quel periodo sarebbero da insegnare impegno e disciplina.
    Noi alle medie studiavamo il Latino.
    Con tre anni così fruttuosi sarebbe facilmente impostabile un ciclo superiore di tre o quattro anni per ottenere un diploma liceale o tecnico.
    Bisogna però tener conto della crescita e maturazione dell’individuo nel campo umanistico, della coscienza critica e della assunzione delle responsabilità.
    Per questo 18 o 19 anni sembra una età per diplomarsi ed entrare nel mondo lavorativo od universitario.

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