UBOLDO – “Il sindaco Lorenzo Guzzetti ha denunciato di avere ricevuto minacce di morte dopo avere diffuso su Facebook una colorita risposta ad una madre che gli chiedeva di emettere un’ordinanza per non applicare nel nostro paese il decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori. Uboldo civica ha sempre condannato qualunque forma di violenza, fisica o verbale, nel dibattito politico, indipendentemente da chi fosse la vittima e chi il carnefice.  Anche in questa occasione condanniamo con fermezza l’uso violento delle parole e la nostra solidarietà va a chiunque riceva minacce di morte”. Così la lista civica di opposizione sul “caso del giorno”.

“Riteniamo infatti che la solidarietà politica e la condanna delle violenze non si danno o si ottengono al bisogno, ma si devono dimostrare sempre.  Proprio per questo è giusto ricordare che la reazione del sindaco Guzzetti di fronte al dileggio, allo scherno e alle violenze verbali intimidatorie rivolte nel corso della seduta del consiglio comunale del 24 giugno 2009 al nostro consigliere Tavecchia, da parte di sostenitori della sua lista, non fu di condanna, ma addirittura di sostegno, arrivando ad affermare che Tavecchia dovesse farsene una ragione. Ancora, in un’altra occasione, a seguito di un gravissimo fatto accaduto durante un consiglio comunale, l’incendio dell’auto del segretario comunale, il signor Guzzetti, anziché parlare a nome dell’intero consiglio per condannare l’atto violento e intimidatorio, pensò bene di riaprire la seduta sospesa e indirizzare velate accuse per l’accaduto ai modi in cui le minoranze facevano opposizione, raffigurandole in qualche modo come moralmente complici, mentre le minoranze, come tutti in quella sala, eravano vittime”.

Ancora Uboldo civica:”Va detto, inoltre, che qualunque autorità pubblica non dovrebbe mai dimenticare d’essere di esempio e, in particolar modo quando si trattano argomenti di grande impatto emotivo, di usare un linguaggio che, per quanto fermo, non risulti mai offensivo e arrogante. Rispondere in maniera deliberatamente volgare e insultante a un cittadino, per quanto non si condivida la sua pretesa, è inutile e controproducente, poiché alimenta la sfiducia nei confronti delle istituzioni, che è il carburante di quella anti-politica che a parole si dice di voler combattere. Lo scontro esasperato e violento rafforza i contendenti e irrigidisce le loro posizioni, ma ci allontana tutti dalla discussione delle soluzioni ai problemi collettivi. Infine, serve comprendere che l’ossessiva ricerca di popolarità all’interno dei social network, soprattutto con una modalità comunicativa alla “Sgarbi” come quella del sindaco Guzzetti, ottiene con tutta probabilità una risposta altrettanto “sgarbata”. Questa modalità di interagire e di partecipare al dibattito pubblico è la vera morte della politica e non solo. Nulla può giustificare la violenza di una minaccia, e chi la subisce avrà sempre la nostra solidarietà, ma non serve ripetere che i social network sono sfogatoi per eccellenza, citando Umberto Eco, se alla fine si partecipa di buon grado al declino”.

06092017

4 Commenti

  1. Messaggio alla Redazione:
    ma potete spiegare ai vostri lettori perché ogni volta che c’è una critica educata al sindaco di Uboldo (certamente più educata delle risposte che questo sindaco dà alle persone, e che voi non filtrate mai) voi le cancellate? ma avremo diritto o no come fedeli lettori a sentire tutti i pareri e a godere di par condicio? vi pare un modo deontologico di condurre un giornale? fate passare la voglia di inviare commenti

      • sarebbe bello da parte sua sig.ra Giudici una cosa nobile: pubblichi il mio commento censurato sottoponendolo esplicitamente al giudizio dei lettori e dica ai lettori di confrontarlo con il tono e il contenuto di certi interventi del signor sindaco di Uboldo da lei lasciati passare; non credo che lei avrà problemi a fare questo e a rendere così trasparente la sua oscura applicazione della “policy”; potrà sempre far precedere il mio commento dalla seguente nota “si sconsiglia la visione ai minori del seguente commento”;
        la verità invece appare ben più triste ed è un peccato

        • Mi spiace ma non è un problema di “nobilità” ma di regole. Se un commento non rispetta le regole del giornale non viene pubblicato. Confido che le sia sufficiente una lettura della policy per capire il motivo della mancata pubblicazione. https://ilsaronno.it/policy-commenti/

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