SARONNO – Ormai manca davvero poco: martedì 19 settembre, alle 10.30, alla Cooperativa Adjuvant di Busto Arsizio andrà all’asta l’ex Isotta Fraschini.

L’annuncio è stato pubblicato online il 26 giugno scorso pochi giorni prima della sentenza del Tar che ha fatto cadere il divieto alla realizzazioni di un nuovo centro commerciale a Saronno. Proprio questo fatto ha riacceso i riflettori della vita politica e sociale saronnese sull’area dismessa che, situata tra la stazione, via Varese e via Milano si trova a pochi passi dal centro storico.

Grande interesse non solo da parte degli operatori ma anche dai comuni cittadini che, coltivando il sogno di trasformare l’area in uno spazio pubblico, si sono mobilitati sui social dove è nata anche la pagina Facebook “Obiettivo Isotta” per informare la città sugli sviluppi.

Nel frattempo è arrivato il progetto di Luraland firmato da Luciano Silighini Garagnani che con un gruppo di imprenditori sognava di costruire un parco di divertimenti. Il passato è d’obbligo perchè l’Amministrazione dopo aver chiesto il masterplan del progetto si rifiutata di concedere, pur rimarcando che il progetto è in linea con il Pgt, il parere favorevole richiesto dal saronnese.

Ora proprio l’idea dell’Amministrazione sul futuro dell’ex Isotta Fraschini, integrata con altre aree dismesse e situata in una zona decisamente cruciale per lo sviluppo futuro di Saronno, rimane al momento nel massimo riserbo. Malgrado la grande mobilitazione e interessa scatenato dalla sentenza del Tar e dall’annuncio dell’asta al momento l’ultimo intervento dell’Amministrazione comunale sul futuro dell’area risale ad inizio luglio con le parole dell’assessore all’Urbanistica Maria Elena Pellicciotta che annunciava l’intenzione di aprire la discussione “sulla grande distribuzione (GSV) che merita, nel nostro contesto, la giusta attenzione ed anche un costruttivo dibattito”

(foto: collage di alcune immagini dell’area dismessa e il logo della pagina Facebook dedicata all’ex Isotta Fraschini)

15 Commenti

  1. si arriva all’asta e il comune non ha una idea…..quindi mi devo aspettare che chi compra possa fare un pochino quello che vuole (altrimenti sarebbe scemo). ECG ancora una volta clamorosamente piatto

  2. Il comune se solo volesse potrebbe ancora ostacolare la costruzione di un grande centro commerciale, la sentenza del TAR spiega anche come. Questo eviterebbe di far chiudere gran parte dei negozi di saronno. Ma alla Lega interessano di più di oneri di urbanizzazione.

    • è il mercato bellezza…..io sono stufo di sentir parlare di questi mitici negozianti saronnesi. I sempre mitici bottegai che facciano una cooperativa e comprino l’area. E basta……

      (ndr: i suddetti piangono miseria, chiudono, poi hanno riaperto il 28 agosto!!!)

      • Caro Anonimo, e che ci sta a fare allora la politica? Tanto vale farci governare dai banchieri! I cittadini di Saronno votano perché vorrebbero ogni tanto un’idea, un obiettivo da raggiungere. Almeno provare a raggiungerlo, non tirare subito i remi in barca. Qui è sempre peggio.

  3. il Comune cosa può fare in caso di asta?
    Acquisire l’area, partecipando all’asta.
    Se avesse disponibilità economiche.
    Per nostra sfortuna, i nostri soldi se li magna Roma.
    Il 22 ottobre chiediamo più autonomia e cerchiamo di avere più potere e controllo su quanto accade intorno a noi, senza dover sempre chiedere permesso o aiuto a Roma.

  4. Il Comune non può certo sobbarcarsi i costi dell’acquisto dell’area, solo chi scrive i commenti senza pensare può affermarlo.

  5. ecco il quesito intero del referendum:
    ““Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?””.
    Una totale presa in giro, perchè Maroni le iniziative istituzionali era libero di intraprenderle già 5 anni fa, non ne è stato capace o non ha avuto voglia di farle.
    Questo referendum costerà, tra costi di affissione, altre forme di pubblicità, la letterina che verrà inviata a casa a tutti, il ridicolo acquisto dei tablet che poi nessun altro potrà riusare, l’assunzione tramite l’interinale di personale per il giorno del seggio, oltre agli scrutatori, almeno 40 milioni. Tutte cose già documentate, documentabili, indiscutibili. Dai, su: vergogna. Ne compravamo 10, di aree dismesse.

  6. E’ vero che il Comune non ha la forza per vincere un’asta simile ma ha (forse) il potere di gestire il piano regolatore e porre vincoli severi. Se fossero stati presi provvedimenti per tempo forse anche il valore dell’area sarebbe stata molto bassa!

    • Se poni vincoli severi sull’area non se la compra nessuno e resta quello schifo che è ora

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