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Referendum, “passo avanti importante”: i Federalisti commentano il voto

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SARONNO – “Un passo avanti importante, finalmente!” Così i Federalisti, tramite il proprio esponente saronnese Dario Lucano, commentano il risultato del referendum per l’autonomia della Lombardia.

Finalmente è stato fatto il primo passo veramente importante per le autonomie locali, nell’ambito dell’idea federalista ereditata da Gianfranco Miglio. Certamente l’affluenza in Lombardia non è stata altissima, ma questo è solamente il segno della disaffezione e della sfiducia ingenerata nei cittadini per le istituzioni, in una nazione con un governo nominato al di là dei limiti della legittimità del dettato costituzionale. Sfiducia che ha consentito di entrare in Parlamento ad un gruppo raffazzonato che ha avuto l’idea di fregiarsi del nome di movimento, benché sia un partito a tutti gli effetti con idee confuse che seguono l’onda del momento, capeggiato da un comico decotto il quale, visto il risultato del referendum, ha cercato di attribuirsene perlomeno parzialmente il merito. Almeno in questo è riuscito a far ridere nuovamente qualcuno. Ma entrando nel merito del referendum, è stata veramente una grande vittoria, che ha votato lo ha fatto perché ne era convinto, e il risultato ai seggi è stato plebiscitario. Lombardia e Veneto sono i motori della nazione, e potrebbero esserlo ancora di più se non ci fossero a frenarne lo sviluppo economico e sociale le assurde pastoie del governo centrale e l’assistenzialismo imperante.

Nello Statuto del Partito Federalista di Miglio, del quale il sottoscritto era stato uno dei fondatori, si voleva sostituire l’assistenzialismo con la sussidiarietà. Si voleva cioè superare l’attuale situazione con la quale, le regioni produttive della maggior parte del reddito nazionale, utilizzano le proprie risorse per sopperire caritatevolmente alle deficienze delle regioni improduttive. La sussidiarietà voleva essere uno strumento secondo il quale le regioni forti avrebbero potuto fornire supporti basati su piani di sviluppo, realizzabili solamente partendo da ampie autonomie regionali. Anche se su gran parte dei media, sinistrorsi o romanocentrici, si è cercato di boicottare il referendum utilizzando lo spettro della secessione del caos spagnolo, chi ha votato sapeva che si parlava di autonomia nell’ambito del dettato costituzionale e non di un tentativo simile a quello della Catalogna, di divisione del territorio nazionale. L’Italia potrebbe essere una grande nazione; ne ha le potenzialità. Abbiamo il più grande patrimonio artistico e culturale di tutto il mondo; abbiamo risorse umane ineguagliabili, ma i nostri giovani trovano occupazione all’estero, dove sono richiesti come merce rara e il governo romanocentrico non è in grado di valorizzare le differenze delle varie aree della nazione, come se le necessità delle industrie lombarde fossero assimilabili a quelle dei pescatori di Mazzara del Vallo. L’autonomia regionale significa anche questo: valorizzazione delle risorse locali e possibilità di sinergia delle differenze, quindi grandi possibilità di occupazione. Un grazie sentito a tutti coloro che hanno votato e che si sono impegnati per rendere possibile il referendum e il suo splendido risultato. È un momento di grande soddisfazione e gioia vedere che dopo tanti anni si apre la strada per un nuovo futuro, per iniziare un percorso che porterà ad una nuova nazione più prospera e libera.

Dario Lucano
Federalisti

24102017

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