SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata firmata dai delegati dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese Laura Gianetti, Sara Pivetta e
Alessandro Merlotti in merito allo sbancamento dell’ex Saronno-Seregno

“L’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese collabora, fin dal 2011, con l’Amministrazione Comunale di Saronno per l’organizzazione di eventi ed incontri volti alla conoscenza ed alla divulgazione del tema del recupero del tratto saronnese dismesso dell’ex ferrovia Saronno-Seregno.

A tale proposito, sulla scia del dibattito in corso in questi giorni, relativo all’abbattimento dei ponti in muratura di Via Filippo Reina e di Via Don Luigi
Monza, pensiamo che la rimozione di questi manufatti non debba essere accettata o respinta a prescindere, così come la scelta di un percorso in rilevato o alla quota della viabilità ordinaria, ma che sia indispensabile inquadrare le opzioni progettuali all’interno di un processo ragionato e possibilmente condiviso.
Riteniamo, come già espresso negli anni scorsi, che un concorso di architettura sia un valido strumento per raggiungere gli scopi individuati durante le attività svolte in passato, vale a dire la realizzazione di un parco verde lineare, con pista ciclopedonale, capace di ricucire le due parti della città finora separate dall’infrastruttura, in grado anche di mettere a sistema gli spazi verdi pubblici o di uso pubblico presenti a nord e a sud della massicciata, realizzando una vera e propria architettura verde, per non rischiare di perdere un’occasione utile per la rigenerazione di un’importante porzione della nostra città”.

02112017

15 Commenti

  1. Mah, forse oggi ci voleva un comunicato più “urgente” sul fatto che la demolizione sembra già decisa (e annunciata con un foglietto sul muro) e sulla raccolta firme, perché così sembrate solo preoccupati di portare a casa il concorso e di vincerlo.

  2. Con l’abbattimento dei ponticelli, finalmente,io ed altri che passano da lì tutti i giorni a piedi o in bici non rischieremo più di essere investiti dalle auto. Vorrei sapere se tutti quelli che protestano passano a piedi o in bici in quelle strettoie di frequente.

    • Io abito oltre i ponticelli e non ho mai avuto problemi. Anzi le strettoie costringono le automobili a rallentare.
      Sarei molto meno tranquillo nel caso in cui al posto della ferrovia ci fosse una strada allo stesso livello, con conseguente incrocio da attraversare.

    • se devi superare una strettoia in bici, il modo sicuro è mettersi in mezzo in modo che non possano sorpassarti all’interno di quei due metri di strettoia.

  3. Con l’abbattimento dei ponticelli, finalmente,io ed altri che passano da lì tutti i giorni a piedi o in bici non rischieremo più di essere investiti dalle auto. Vorrei sapere se tutti quelli che protestano passano a piedi o in bici in quelle strettoie di frequente.

    • Io abito oltre i ponticelli e non ho mai avuto problemi. Anzi le strettoie costringono le automobili a rallentare.
      Sarei molto meno tranquillo nel caso in cui al posto della ferrovia ci fosse una strada allo stesso livello, con conseguente incrocio da attraversare.

  4. democrazia è diverso da sofocrazia. referendum consultivo su progetti alternativi vs concorso di architettura

  5. Significativo che le opere gia’ deliberate dall’amministrazione di demolizione ponti, armamento, pali, pietrisco, sbancamento, movimento terra e smaltimento rilevato ferroviario, e ampliamento sede stradale, pagate in parte da FNM srl e in parte dal Ministero Ambiente (424.000), costino ben Eur 944.760,47

    La realizzazione del parco lineare e pista ciclopedonale costano al Min. Ambiente solo Eur 156.000.
    I dati sono pubblici, basta saperli leggere ed interpretare.
    Perche’ mai le Ferrovie Nord dovrebbero sobbarcarsi i costi dello sbancamento se non avessero qualche ritorno? e quale? E’ questo che dovrebbe destare preoccupazioni nel cittadino saronnese, indipendentemente dall’appartenenza politica.

  6. Ma se dovessero fare una strada con i parcheggi al posto della ferrovia, a chi servirebbe?
    Io abito nella zona e per fortuna le traverse della via Piave sono utilizzate solo dagli abitanti del quartiere. Una nuova strada sarebbe inutile, non essendoci nuove abitazioni da servire.
    Anche i parcheggi sarebbero inutili: troppo lontani dal centro per i pigroni che vogliono fare shopping, superflui per gli abitanti che attualmente non hanno mai problemi a trovare il posto auto.

  7. Prima di tutto la salvaguardia dell’incolumità delle persone: i ponticelli non servono più a niente, intralciano invece il passaggio ed espongono le persone al pericolo di essere investite o coinvolte in scontri visto le attuali dimensioni del passaggio.
    In secondo luogo spazio a democrazia, sofocrazia, idee in libertà, fantasie…

  8. Egregio signor D, la prego di non mistificare i fatti. Anch’io ci passo tutti i giorni e ci vivo da quando sono nato, 60 anni fa, e tutti quelli che ci sono nati e vivono tuttora in via Filippo Reina dopo il ponte non la pensano come lei. Perchè ci conosciamo tutti e ci siamo sentiti in molti su questo “strano” progetto.
    Quanto alla lettera degli architetti, mi sembra un risveglio tardivo. Lunedì iniziano i lavori di abbattimento.

  9. Un concorso di architettura: tempo previsto? Un anno, due anni, cinque anni forse?
    Mettiamoci anche un bel tavolo di lavoro tra tutte le associazioni saronnesi, e del circondario perché no.
    Una commissione comunale con i massimi esperti di viabilità, mobilità sostenibile, ciclopedonalità, lavori pubblici, movimentazione terra, cultura, tradizioni, etc etc etc.
    Forse tra 20 anni si potrà trovare una soluzione.
    Tipico atteggiamento della sinistra che non vuole fare nulla.

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