SARONNO – Ponticelli dell’ex Saronno-Seregno, dopo lo stop della Soprintendenza archeologica alla demolizione voluta da Ferrovienord e Comune, oggi – martedì, alle 18.30 è annunciata una assemblea pubblica alla Casa del partigiano di via Maestri del lavoro 2, da parte di chi è contrario all’abbattimento. Ieri mattina il quartiere attorno ai ponticelli, fra via Filippo Reina e via Don Luigi Monza, si è infatti riempito di manifestini che annunciavano l’iniziativa del tardo pomeriggio, invitando i cittadini ad essere presenti.

Ecco il testo integrale dei volantini affissi

No allo sbancamento della ex ferroviaria Saronno-Seregno. Una vecchia ferrovia, un progetto di distruzione e rimodellamento di un territorio dimenticato da anni. La Saronno-Seregno dopo essere stata oggetto di un progetto affidato al Politecnico di Milano volto alla realizzazione di un parco ineare torna ora sulle prime pagine dei quotidiani locali. Stravolto il progetto iniziale la nuova amministrazione comunale ha infatti intenzione di abbattere la massicciata e costruire l’ennesima strada. Nonostante la contrarietà espressa da una mobilitazione popolare, mediante la raccolta di quasi 2000 firme e alcune iniziative in loco. Chi amministra il territorio agisce solo in base ai propri interessi, ignorando totalmente la volontà e i desideri di chi invece quei territori li vive. Chissà che questa ennesima prevaricazione non costituisca finalmente una miccia, l’innesco a non abbassare la testa e fare valere i propri desideri e aspirazioni.

07112017

20 Commenti

  1. ..a dire la verità si vorrebbe costruire una pista ciclabile raso terra, non una strada per le macchine.

    • a dire la verità, come riportato da questo giornale (fine agosto) e come recentemente un cittadino di Saronno ce l’ha ricordato (postando virgolettate le frasi del sig Fagioli), il sindaco vuole costruire un tangenzialina.

      • Mi perdoni, ma lei è poco aggiornato se è rimasto alle notizie di fine agosto e riporta frasi di altre persone. Il progetto è per la costruzione di una pista ciclabile.

  2. Credevo che Saronno fosse noto per il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli o per l’Amaretto, ma sono nulla rispetto all’Arco di Tito e di Costantino che l’Amministrazione vuole abbattere.
    Saronnesi svegliatevi ci sono realtà ben più serie dei ponticelli.

    • a me i ponticelli stanno bene; il paesaggio è qualcosa che va oltre il Santuario; una città brutta e volgare con un bel Santuario rimarrebbe una città brutta e volgare

    • Quei ponticelli sono lì da cento anni, sono paesaggisticamente belli e non hanno mai dato fastidio a nessuno; pensare che tutto ciò che non è Santuario possa essere abbattuto significa pensare come negli anni ’60.

      • Dire che non hanno mai dato fastidio a nessuno non è vero. Chieda a quelli che abitano nel quartiere e da anni passano da lì a piedi e in bici ( non a quelli che ci passano in auto)

        • ..danno fastidio solo a quelli che ad andare in giro vogliono sempre la pappa pronta; i “fastidi” vanno soppesati con tutti gli aspetti: quei due ponticelli sono una testimonianza di una grande epoca di industria e ferrovia, e in più sono belli.
          Ma qui c’è questa idea dura a morire: una cosa avrà anche un valore ma se dà fastidio va buttata giù…Bravi! O pensate che “paesaggio” è solo la vista di Capri e Portofino?

          • Dire che sono “belli” è alquanto soggettivo, di oggettivo c’è che sono pericolosi.

    • devi rivolgerti ai saronnesi “sinistri”, pur di fare un dispetto al sindaco ne inventano una tutti i giorno. povera saronno…povera italia

  3. Manipolati da una minima minoranza che non rappresenta nessuno se non se stesso. Sapete solo fare disinformazione e usare le associazioni per fare politica.

    • la tecnica di usare il nickname di un altro storpiandolo squalifica chi lo fa: d’altra parte chi non ha argomenti arriva anche a questo

  4. Godo che il sovrintendente vi ha tarpato le ali. Cementificatori state con le orecchie abbassate.

    • Cosa c’entra il cemento con questa storia ? Anche costruendo una ciclabile sulla ex massicciata si deve gettare asfalto e cemento. Il problema è se costruire la ciclabile in alto o in basso.

      • Il problema è “a chi giova?”. Chi ha interessi a che si faccia una strada sulla ex massicciata?

        • Io che uso abitualmente la bicicletta per spostarmi avrei difficoltà ad accedere a una pista sopraelevata da zona via Don Monza e via Reina, vista l’altezza della massicciata e il poco spazio adiacente per costruire una rampa d’accesso.
          Costruirla a raso terra (come la maggior parte delle ciclabili) permetterebbe un facile accesso ovunque senza rampe in salita.

      • vallo a chiederlo a tutti i costruttori/agenzie immobiliari che sponsorizzano la demolizione della massicciata e la costruzione di una pista ciclabile con accesso alle auto…

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