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Il Gap Saronno racconta la magia della maratona di Reggio Emilia

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SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo, scusando per il ritardo, il resoconto di Alessandro Rossini presidente del Gap Saronno sulla maratona di Reggio Emilia.

Ci sono maratone belle, maratone brutte e poi c’è Reggio Emilia. Quella di quest’anno anno era la 22^ edizione, mica poco per una provinciale, senza contare il fatto che i 2.302 finisher le permetteranno di assestarsi intorno alla sesta o settima posizione per numero di arrivati delle maratone italiane, lasciandosi dietro città molto più blasonate. Ma cos’è che fa si che tanti pazzi sfidino il freddo (e quest’anno ce n’era parecchio…) la seconda domenica di dicembre?

Il percorso non è certo filante, anzi presenta parecchi saliscendi che se non amministrati bene ti stroncano presto eppure tanti a Reggio fanno il Personal Best. Probabilmente è anche per lo spirito amatoriale che è nel dna della gara. Top Runner? No grazie, ma solo tanti appassionati a correre per i paesaggi mai monotoni della campagna emiliana dal sapore ruspante, e poi tanti volontari sul percorso che si prodigano per aiutare tutti dal primo all’ultimo anche con spugnaggi caldi!

Un ottimo rapporto qualità prezzo della quota d’iscrizione. Tutto questo e molto altro ancora fanno di Reggio Emilia una maratona alla quale molti di noi sono affezionati e infatti anche quest’anno il Gap Saronno era presente con 6 soci (Stefania Pavan, Federica Clerici, Gonzalo Queirolo, Paolo Sambrotta, Daris Antonietti ed Alessandro Rossini) tutti con un proprio obiettivo, per la maggior parte centrato, perché “la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso!”. I nostri tempi vanno dalle 3 ore e 29’ alle 4 ore e 42’, direi tutti soddisfatti e poi con una bella medaglia al collo tutta la fatica sparisce magari annegata in un bicchiere di Lambrusco gustando Parmigiano in ottima compagnia! Inoltre alle 11 del mattino l’ultra maratoneta Vito Intini terminava la sua incredibile corsa all’interno del palazzetto, sede dell’expo, sgretolando non solo il record italiano ma anche quello Mondiale di 24 ore su tapis roulant con 253.83 chilometri! In pratica un criceto umano, anzi no “disumano”! Concludiamo un bel weekend in una città resa ancora più bella ed accogliente dal vestito a festa che indossava per l’approssimarsi del Natale”

31122017