UBOLDO – A rispondere agli uboldesi che si sono lamentati del ritardo nel posizionamento delle luci di Natale è stato nelle ultime ore il sindaco Lorenzo Guzzetti con lungo post, poco politicamente corretto, condiviso su Facebook

“Le luminarie sono arrivate e finiranno il lavoro tra domani e domenica. Il mio grazie di cuore va ai commercianti uboldesi che si spendono (e spendono) sempre in prima persona, di tasca loro, per rendere più bello il nostro paese.

Poi una riflessione provocatoria. In questi giorni mi avete fermato davvero in tanti per dirmi “ma le luminarie?”, “ma quest’anno non illuminano?”, “ma niente luci?”.
Come so (me lo hanno fatto leggere perché non lo vedo….) che c’è qualche post che gira sul gruppo “se sei di Uboldo” con a tema proprio le luminarie.
La mia riflessione è semplice.

Guardate che non è tutto un “dato per scontato”.
Dietro a ciò che vedete oltre che ai soldi c’è sempre del tempo speso dalle persone, fatica, telefonate, impegno.
E’ facile ruttare su Facebook il proprio disappunto o il proprio pensiero e non fare mai un cazzo per il proprio paese.
Quindi signore e signori, vediamo di svegliarci.
Perché questo vale per le luminarie ma vale anche per tutto ciò che vedete e che vivete nel vostro paese. Guardate che ai commercianti nessuno gli impone di fare queste cose e se le fanno invece di rompere le palle del “quando arrivano” o poi magari dire “ma son più belle quelle di New York” magari pensateci.

Guardate che i tanti eventi di cui è ricco Uboldo sono fatti per la stragrande maggioranza da persone che non portano a casa un centesimo e lo fanno semplicemente per il proprio paese, per gli altri, per fare qualcosa di bello per la nostra comunità. Quindi prima di fare i “leoni da tastiera” magari rifletteteci perché dovreste sempre ricordarvi quattro cose.

Primo: dall’altra parte ci sono persone in carne e ossa che magari si sbattono per voi e questo è il ringraziamento;
Secondo: c’è gente che fa per gli altri e che come voi ha mogli, mariti, fidanzati, impegni, famiglie, scuole, zaini da preparare, cene da cucinare, ma lo fa perché crede nella comunità e nel proprio paese. La differenza tra voi e loro non è che hanno giornate da 36 ore ma semplicemente che loro alzano il culo dal divano.
Terzo: dato che è quasi dieci anni che faccio il sindaco e circa 25 che tra oratorio e associazioni sono sempre in mezzo a queste cose, guardate che io tutti quelli che scrivono scrivono e criticano e criticano non li ho mai visti spostare nemmeno una panca o un tavolo o tirarsi su le maniche per fare qualcosa. Anzi, i volti sono sempre i soliti, i nomi pure, e guardate che il giorno che questa gente smetterà di fare perché ne avrà piene le palle di sentire lamentele e critiche allora sì che vivrete in un paese dormitorio dove “emachepallenonsifamainiente”.

Quarto (e più importante)
: ricordatevi che voi non fate niente, quindi almeno abbiate la decenza di stare muti. Altrimenti guardate, fate così, la prossima volta proponetevi per collaborare così vedete cosa vuol dire. Dopo, se proprio necessario ma non sarà necessario, parlate.

09102017

7 Commenti

  1. Non sono mica in ritardo, in fondo oggi è solo il 9 dicembre.
    Al di là di tutto, quando si è sindaci, è normale che si ricevono questo genere di commenti, ma di certo non è opportuno rispondere “state muti” ai prori cittadini anche se hanno torto.

  2. Lui ha i suoi modi e possono piacere o non piacere,ma è innegabile che abbia ragione: troppo facile lamentarsi,lamentarsi e lamentarsi e lamentarsi ancora senza mai fare niente per migliorare.

    Ha fatto centro ancora!

    • Secondo me, come sindaco serve un atteggiamento ben diverso, ripeto dire “state muti” a dei cittadini è sempre errato.

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