COMASCO – I carabinieri, con il personale del Nucleo ispettorato del lavoro, durante la serata di sabato scorso, hanno proceduto al controllo di un’attività di ristorazione ubicata a Cantù, di proprietà di un cittadino cinese classe 1974. La specifica attività si inserisce nel controllo delle attività commerciali nell’ambito della ristorazione presenti nel territorio del canturino. Dalle indagini condotte, sono state appurate una serie di violazioni amministrative e penali, a carico dell’asiatico (motivo per le quali è stato denunciato in stato di libertà per violazioni alla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro). Sono state contestate l’omissione nel verificare l’idoneità sanitaria al lavoro del personale dipendente. Il responsabile avrebbe poi omesso di effettuare l’informazione sui rischi connessi all’attività; omesso la programmazione degli interventi, adozione di provvedimenti e di istruzione affinché lavoratori in caso di pericolo possano cessare attività; omesso di effettuare la formazione connessa all’attività; omesso di adottare idonea segnaletica di sicurezza.

I militari, nel contesto, hanno proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale immediata per aver trovato, nel locale, 24 lavoratori di varie nazionalità non regolarmente registrati e dunque “in nero” su 38 presenti, con irregolarità del 63 per cento, nonché a disporre ammende e sanzioni amministrative per oltre 400 mila euro.

06022018

2 Commenti

  1. Poco male tanto ora sparisce, la multa non la paga e riapre un locale con un nome diverso in qualche altra città

  2. esattamente come il noto professionista ingegnere saronnese (non a Cantù) di cui si è persa traccia.

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