SARONNO – “Sappiamo tutti quanto la strada Varesina, che collega Milano a Varese, sia trafficata e pericolosa. Pericolosa per il rischio di incidenti per chi conduce veicoli a motore, ma soprattutto per i ciclisti che la percorrono. Chi copre, magari quotidianamente, parte di questo percorso ad esempio da Caronno Pertusella o da Gerenzano a Saronno per andare a scuola o al lavoro, lo sa benissimo. E’ evidente che questa situazione dissuade molti dall’utilizzare la bicicletta per i loro spostamenti quotidiani o li espone al rischio di incidenti”.

Inizia così la nota di Franco Casali, presidente di Fiab Saronno e candidato alle Regionali.

A Saronno, in via Varese, zona Matteotti, serve una pista ciclopedonale protetta e in sede propria, da sviluppare tra il muro di cinta delle aree dismesse e i platani che costeggiano la via Varese medesima. In questo modo il transito diverrebbe sicuro non solo per i ciclisti, ma anche per i pedoni del quartiere, nonché per chi parcheggia l’auto per poi andare in stazione o in centro. La sosta delle auto dovrebbe essere consentita solo parallelamente alla strada, e non di traverso come accade ora. Dovrebbe essere sviluppato infine il tratto che va dal Santuario alla rotonda posta all’incrocio con via Volonterio, e i raccordi con le ciclopedonali già esistenti di Caronno (Parco del Lura) e Gerenzano, via Clerici.

Bene sta facendo l’Amministrazione Comunale di Gerenzano nello sviluppare percorsi protetti per pedoni e ciclisti come quello già realizzato tra Gerenzano e Cislago, o quello di prossima realizzazione nella tratta Gerenzano-Saronno. Altri tratti di ciclabili o ciclopedonali protette sono stati realizzati da tempo a Cislago e Tradate. Rinnoviamo l’invito a tutti i comuni posti lungo la Varesina, da Milano a Varese, ad effettuare interventi analoghi sul loro territorio per creare una vera infrastruttura ciclabile, una sorta di “autostrada per le biciclette”, come ne sono già state realizzate in altre parte dell’Europa. Servono piste ciclabili o, quando la densità abitativa non lo consenta, piste ciclopedonali che siano protette, sviluppate in sede propria, ben raccordate con quelle dei comuni vicini, ben segnalate e realizzate possibilmente con gli stessi materiali, così da creare una continuità anche visiva del percorso.

Da notare che Fiab Lombardia organizzerà a breve nei capoluoghi di provincia dei corsi di formazione teorico pratici, rivolti a tecnici comunali, provinciali e polizia urbana, per la corretta pianificazione e progettazione di piste ciclopedonali e ciclabili, nonché della normativa vigente in materia. Chiediamo che, in occasione delle elezioni regionali, ogni candidato consigliere prenda nota di questa opportunità e la faccia propria, nella convinzione che questo tipo di interventi migliora la mobilità sostenibile nel nostro territorio. Si può fare, basta volerlo.

(foto archivio)

27022018

7 Commenti

  1. Dovrebbe rivolgersi all’ex-assessore Barin/ex-giunta Porro per le infelicissime soluzioni di riqualificazione di via Varese, tra cui: la “strada di mattoni gialli” o le ciclabili a raso, all’uscita dei varchi pedonali delle abitazioni o di quelli automobilistici.

    Ben venga una ciclopedonale che costeggi i platani e che risolva la mancanza di continuità di quella attuale che finisce nel nulla.

  2. eee…. sarebbe ora che anche a Saronno dove possibile ricavare piste ciclabili, se devo andare verso Origgio in bici mi devo fare il segno della croce prima di partire…. un pò di lungimiranza per farsi ricordare in qualche opera intelligente..

  3. Quella sorta di mini ciclabile per magri che c’è in via varese l’avete fatta voi quando era assessore il vostro Barin

  4. Però quando faceva parte della passata amministrazione non l’ha fatta !!

  5. Si può fare, basta volerlo.
    Nei cinque anni di amministrazione avrebbe potuto farlo.
    Non ha voluto, non è stato capace o più probabilmente è irrealizzabile?

  6. 2 milioni buttati nel secchio. Una ciclabile che passa in mezzo ai tavoli di un bar. Oltre ai 1,5 milioni persi per via dei ponticelli dell’Unesco.
    Molto bene. NON C’È CHE DIRE.

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