SARONNO –- Una porta a vetri presa a martellate, graffiti e vertice spray nera sugli schermi dei bancomat: è il raid notturno messo a segno ai danni della filiale di via Marconi dell’ Intesa San Paolo.

Il blitz è stato messo a segno nella notte tra mercoledì e giovedì poche ore dopo che era stata resa nota la notizia del rigetto da parte del gip della richiesta degli arresti domiciliari presentati dal 25enne anarchico saronnese arrestato lo scorso 9 febbraio per i disordini di Capodanno davanti al carcere Vallette a Torino.

Ad agire sono state più persone che, armate con oggetti contundenti probabilmente mazzette da cantiere o martelli hanno colpito ripetutamente la porta scorrevole dopo aver realizzato il graffito. La vetrata ha retto e non è andata in frantumi ma il costo della riparazione sarà consistente. In mattinata i responsabili della filiale hanno provveduto non solo alla sostituzione della porta ma anche alla cancellazione del graffito.

Non è la prima volta che l’istituto di credito viene preso di mira dagli anarchici. Poco piů di un anno fa, ad inizio maggio 2017 a colpi di martello era stata danneggiata sia la vetrata di ingresso di Intesa San Paolo sia la porta a vetri dell’ingresso principale del palazzo comunale, in entrambi i casi con danni ingenti.

13 Commenti

  1. Non ci sono telecamere che abbiamo ripreso questi anarchici cretini per far pagare loro L’ingente danno? No mai vero?

  2. Se tutto ciò lo avesse fatto un comune delinquente la condanna sarebbe scontata… . Lo fanno “i soliti noti intoccabili”…. Nulla!
    Ma è possibile vivere in un paese del genere?
    La digos conosce perfettamente nomi, cognomi e indirizzi di costoro. Hanno più o meno tutti a carico una lista di reati che è più lunga dello scontrino dell’esselunga… Nulla sempre nulla, liberi di fare quel c…o che gli pare!

  3. Perché nel titolo non si citano i TELOS? Solita ambiguità… speriamo nasca a Saronno un altro giornale online, di questo non se ne può più!

  4. Scusate. . . Premesso che non sarò un esperto in materia ma nella mia , fin’ora , lunga e fortunata esistenza ho visto, assistito e partecipato a svariate esperienze, e una situazione come questa sfiora il grottesco.
    Le autorità cittadine, prima con Porro e oggi con Fagioli, sono esautorate da ogni reale competenza per far fronte a tali fenomeni, mentre la questura sembra fregarsene.
    Non è possibile fermare qualcuno dei soliti noti e interrogare, inducendolo a fare i nomi dei responsabili per poi rivaleggiare su di loro?
    Non sto evocando “metodi cileni”, sia ben chiaro, ma sto cercando di capire cosa impedisca alle FdO di prelevare un soggetto ritenuto sospetto e interrogarlo per capire se i sospetti sono confermati o meno , e se è a conoscenza di altri fatti.
    Credo che alla peggio, il ritenersi “attenzionati” possa quanto meno disincentivare i ragazzi più giovani e meno radicali a partecipare a certe porcherie.
    Grazie
    Aldo

  5. Ma telecamere o sistemi di antifurto basati su vibrazione no?
    Casa mia è più protetta…

  6. Si sta’ aspettando forse il salto di qualità ? bisogna aspettare che ci scappi il morto perché la questura intervenga e chi di dovere se ne occupi? il passato non ha insegnato niente? forse non sappiamo cosa vuol dire PREVENIRE!!!!

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