Home Primo piano Duecento firme per “salvare” lo spazio del parco in via Biffi

Duecento firme per “salvare” lo spazio del parco in via Biffi

672
6

SARONNO – Sono tante le famiglie saronnesi, soprattutto quelle di bimbi iscritti alla scuola elementare Pizzigoni che si sono mobilitate contro la riduzione dello spazio del parco giochi di via Biffi situato intorno alla Club House di proprietà comunale.

Diverse le azioni dei genitori che hanno organizzato una petizione, che ha raccolto oltre 200 firme e partecipato giovedì sera alla riunione della commissione Urbanistica.

Ma partiamo dall’inizio. L’Amministrazione ha presentato un bando per dare nuova vita allo spazio della Club House, lo spazio ristorativo situato in un’area verde di proprietà comunale tra la piscina e lo stadio. E’ stato approvato il progetto di un nuovo operatore e nelle ultime settimane sono iniziati gli interventi di riqualificazione della zona con il cantiere che ha visto l’abbattimento di 3 piante e lo spostamento dei giochi. Ma non è l’unica riduzione riduzione. Nell’ambito di un progetto di rinnovamento della piscina comunale di via Miola, nel dettaglio della parte dedicata all’estivo, parte del parco pubblico è stato “inserito” nel giardino dell’impianto natatorio diventando ad uso esclusivo degli utenti. Il risultato è stata una sensibile riduzione dell’area verde a disposizione dei bimbi. “Non è una questione di giochi – hanno spiegato giovedì sera i portavoce alla commissione – ma proprio di spazio verde in cui giocare”. In commissione a rispondere alle perplessità dei genitori è stato l’assessore ai Lavori Pubblici Dario Lonardoni che ha spiegato di essere disponibile a valutare la situazione magari cercando di ricavare altri spazi verdi.

09072018

6 Commenti

  1. Qui la commissione paesaggio non interviene? Tutto regolare e i piani delle regole dettate all’interno de PGT sono state rispettate? O l’Amministrazione ancora una volta gira le situazioni a proprio favore?

  2. Nell’immediato altri spazi verdi non se ne possono trovare purtroppo.
    Sono possibili due sole soluzioni:
    1) revisione del progetto della piscina rispetto alle vie di fuga, per il piano antincendio. Creazione di tali uscite senza “rubare” il verde pubblico. Si può fare, basterebbe volerlo.
    2) a parità di progetto generale, permettere la condivisione dell’area verde oggetto del contendere: 4 mesi alla piscina, 8 mesi ad uso pubblico, adeguando la recinzione in tale ottica.
    L’amministrazione ha approvato il progetto senza capire l’importanza di quell’area per chi la utilizzava, ora ha il DOVERE di cercare un rimedio!

    • Condivido completamente.
      Distruggere ciò che rimaneva del parco, approvando il progetto di una gigantesca spianata di cemento per un portico esterno ed ammassare i giochi nello spazio rimanente su fondo in ghiaia impone ora una urgente ricerca di un’area verde da annettere al parchetto. Lato stadio e lato piscina, prevederne l’accesso gratuito per tutte le giornate dell’anno in cui saranno inutilizzate.

  3. il verde non rende come il cemento. Come per lo spazio Tigros di Gerenzano dove migliaia di mq di verde verranno seppelliti da cemento e asfalto. Innentrambi i casi, Lungimiranza degli amministratori.

  4. Chissà quanti dei duecento hanno mai messo piede nel parco visto che è sempre deserto o in balid di ragazzetti dalla cannetta facile

Comments are closed.