GERENZANO – Chiesa gremita oggi pomeriggio per l’ultimo saluto a Fedrik Borghi il 19enne scomparso venerdì scorso nell’incidente stradale avvenuto a Turate in via Como.

Il giovane stava andando al lavoro, con un coetaneo, quando si è verificato il frontale con un mezzo pesante. Sul posto sono subito arrivate ambulanze e vigili del fuoco ma se il 19enne sul sedile del passeggero è riuscito a salvarsi grazie al conducente di un’auto che l’ha aiutato a lasciare la vettura per Fedrik al volante della sua Fiat Punto non c’è stato nulla da fare.

La chiesa parrocchiale a stento ha ospitato le tantissime persone, quasi 700, che hanno voluto dedicare un ultimo saluto al giovane.

“La morte di ragazzo così giovane, di un figlio, di un amico è un dolore grandissimo che ci lascia senza fiato – ha detto nell’omelia don Claudio Robbiati – Pare che non ci sia spazio per altro. Davanti al dolore c’è un bivio: possiamo chiuderci o raccogliere l’invito del Signore. Dobbiamo andare oltre la nostalgia, il senso di vuoto e trovare la speranza. Non finisce tutto qui, il dolore è fortissimo, il cuore inquieto piange ma guardando oltre diciamo “Fedrik, Gesù di aspetta! Seguilo verso la tua nuova vita eterna”.

All’esterno della chiesa uno striscione degli amici con la dedica
“Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta. Ciao Fe” ha accolto il feretro portato dagli amici mentre la famiglia ha fatto distribuire, alla fine del funerale, una foto di Fedrik con una frasi di Sant’Agostino e una di Giovanni Paolo II.

Gli amici hanno deciso di ricordarlo con un lancio di palloncini biancocelesti che si è tenuto sul sagrato prima del corteo fino al cimitero.

30062018