LAZZATE/MISINTO – Le classi delle terze medie dell’istituto comprensivo Volta di Lazzate e Misinto hanno partecipato ad una particolare lezione sulla mafia. Roberta Miotto, rappresentante di Senza Confini e Libera, ha raccontato la storia dell’associazione, dell’impegno che da anni porta avanti per sensibilizzare i cittadini sui temi dell’antimafia, sull’impegno in ricordo delle vittime di mafia e sulla confisca dei beni confiscati. Ai ragazzi è stato inoltre chiesto quale fosse la loro percezione su cosa sia la mafia in Italia,
spiegando che non solo è presente al sud, ma che ha una forte radicalizzazione anche nelle regioni del nord. Sono stati presentate inizialmente due tra le tante vittime innocenti di mafia: Libero Grassi, un imprenditore palermitano ucciso per essersi rifiutato di pagare il pizzo, e Lea Garofalo, uccisa, tra gli altri, dal compagno ‘ndranghetista, da cui anni prima aveva deciso di scappare. Roberta Miotto ha presentato anche le attività di Senza Confini: questa associazione si occupa di far conoscere persone che, partendo da coloro che aiutarono migliaia di ebrei durante la Shoah, si possono definire come Giusti. Tra di loro ci sono i cosiddetti Giusti di resilienza, ovvero persone come, ad esempio, parenti di vittime di mafia che, nonostante l’aver vissuto un evento così tragico come la morte di un proprio caro ucciso dalla mafia, hanno deciso di portare la loro testimonianza con forza in giro per l’Italia. Proprio due di loro sono stati portati ad esempio: Margherita Asta e Rosario Esposito la Rossa, che hanno perso entrambi dei cari in agguati di mafia destinati, in verità, ad altre persone; e proprio loro verranno invitati il prossimo marzo presso la sede del Parco delle Groane alla polveriera di Solaro, dove l’associazione Senza Confini cura il bosco degli alberi dei Giusti, per la piantumazione simbolica. «Questo incontro è stato fortemente voluto dall’amministrazione», spiegano dal comune, «in quanto si crede che la sensibilizzazione sui temi dell’antimafia debba partire proprio dai più giovani; come è stato infatti detto da Roberta Miotto, le attività delle organizzazioni mafiose sono un ostacolo al futuro di questi ragazzi, e solo alimentando la coscienza di quest’ultimi si potrà pensare di costruire un futuro sempre più libero dalle mafie».

21112018