SARONNO – “Suona strano apprendere dallo scritto di uno stupito presidente Fagioli che i consiglieri di minoranza abbiano voluto dire la propria su qualcosa che è travestito di istituzionalità con l’unico fine di sostenere le tesi politiche della maggioranza. Addirittura fornisce egli stesso la prova che l’azione è politica: spiega infatti come i grafici fossero qualcosa di teoricamente preparato per la discussione del consiglio, fatto quindi per sostenere la bontà di quanto oggetto di delibera. Quindi perchè i consiglieri dovrebbero o tacere o fare “scivoloni”? I consiglieri fanno ciò che compete loro: in questo caso discutere di ciò che c’era in consiglio. Perchè stupirsene?”.

Francesco Banfi, consigliere comunale indipendente, replica così a Raffaele Fagioli presidente del consiglio comunale nell’ambito della bufera sul Saronno Sette 17 novembre.

Se l’amministrazione, nell’aver proposto una delibera, ritiene di aver fatto bene lo può tranquillamente far sapere con tutti i mezzi a propria disposizione: penso che 70mila euro siano sufficienti.

Se, invece, le parti politiche di maggioranza vogliono dire la propria, possono farlo, ci mancherebbe altro! Però con gli stessi mezzi che l’amministrazione assegna alla minoranza.

Il Saronno sette è nato come foglio riservato alle associazioni e ai loro appuntamenti; col venir meno della rivista “Città di Saronno” sono venute meno le pagine lasciate ai gruppi politici e perciò l’amministrazione Porro decise di includere una sezione riservata ai commenti politici all’interno del “Saronno sette”.

L’amministrazione Fagioli ha invece ritenuto di tornare al giornale delle associazioni: va bene, in special modo considerando quanto i nuovi strumenti digitali di fatto aiutino la pluralità che deve avere la comunicazione democratica. Però se la scelta è quella di non ospitare commenti politici, la si rispetti: non ci può essere doppiopesismo, specie poi usando come paravento l’istituzionalità.
Se di istituzionale vogliamo parlare, il ruolo del presidente del consiglio è super partes: nella propria funzione non si può schierare. Non è solo inopportuno, è proprio inammissibile che una carica di equilibrio penda da una parte.

Ma se sono veri concetti legati a ruoli istituzionali o di garanzia democratica piuttosto che di opportunità, discorso differente è l’obbiettività dell’informazione: ma si crede davvero che dei privati abbiano permutato i propri beni solo in base all’estensione dei terreni e soprattutto a proprio danno, ossia semplicemente “regalando” al comune di Saronno più superfici di quelle che ricevono?

Se il presidente del consiglio o la maggioranza sostengono questo, vadano fino in fondo: presentino il successo di un’amministrazione che è un novello Robin Hood oppure un Arsenio Lupin. Brava quindi l’amministrazione che ha distratto i privati e gli ha “spillato” più terreni. Tutto per il bene dei cittadini, ovviamente. Oppure, ancora, forse per il presidente Fagioli e per la maggioranza a fare gioco non è tanto l’astuzia dell’amministrazione ma più la magnanimità e l’amore per il bene comune che alberga nei cuori dei privati che hanno così deciso di regalare più terra alla città. Immagino come l’atto successivo secondo la maggioranza possa essere l’erigere un monumento ad hoc.

Comunque la guardi la maggioranza, ai cittadini resta immediatamente palese quello che ha anche animato gli interventi delle opposizioni: il motore di tutto è il valore dei terreni, dipendente dalla capacità edificatoria, dalla destinazione d’uso e dalla posizione. Tutti aspetti tecnici che sono state distrattamente, non certo deliberatamente, omessi nei grafici istituzionali.

25112018

5 Commenti

      • Ovvio che non potendo rispondere a quello chevi contestano dovete passare cercare di offendere: Licata, Airoldi, Banfi… gran metodi i vostri.

        • Veramente l’unico che ha offeso è Sala. ma lei è della Lega, per cui la colpa è sempre e solo degli altri.
          Buona giornata

  1. Dai Gaspare mi sa che l’anonimo si riferiva al’altro anonimo che cerca di offendere stavolta il Banfi

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